Paese senza medico «Problema per anziani e i loro famigliari»
BOSCO MESOLA. «Un paese lasciato senza medico di famiglia. Nell’articolo 32 della Costituzione si legge che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Nei fatti ciò non vale per gli abitanti di Bosco Mesola, il paese più popolato del Comune mesolano». A parlare è Davide Stabellini, segretario provinciale del Psi.
Come già scritto, a Bosco Mesola il medico di famiglia è andato in pensione e il sostituto ha dato in breve tempo le dimissioni, lasciando centinaia di assistiti (molti pensionati) senza assistenza. «Il Comune - dice Stabellini - ha trovato e pagato gli spazi per il medico che ha temporaneamente sostituito il dottore andato in pensione. L’Azienda Usl nel suo comunicato dice che si è impegnata nella ricerca, ma mancano i medici di medicina generale e nessuno vuole andare là. La soluzione prospettata è costringere gli assistiti dal vecchio medico a scegliere uno dei dottori disponibili lontani da Bosco, come Mesola (6 km), Goro (9 km) e Gorino (14 km) dando a questi operatori sanitari, già oberati di lavoro, la possibilità di acquisire ulteriori pazienti oltre i 1.500 del limite canonico. I disagi sono reali, specie per gli anziani, con famigliari costretti a perdere ore di lavoro per accompagnare con l’auto gli anziani parenti dal medico in località distanti chilometri».
«A nostro parere, la politica deve dare una soluzione al problema che è generale del Paese, indirizzando convintamente e se necessario insistendo allo sfinimento affinché le persone che rivestono ruoli nella sanità si occupino con maggior solerzia delle questioni che toccano quotidianamente la vita delle persone più fragili e non solo».
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