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Si punta al recupero dell’oasi Trava C’è già il progetto preliminare

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portomaggiore. Il completo recupero dell’oasi Trava è diventato ormai passaggio necessario per non perdere uno dei siti più importanti del territorio. L’oasi si estende per 11 ettari, con uno specchio d’acqua di sette, dove sono presenti diversi bacini, tra i quali spicca quello della Smaltara. In questo lembo di natura è possibile fermarsi e trascorrere alcune ore passeggiando tra le isolette unite tra loro da ponticelli in legno, pescando o ammirando il tipico paesaggio di valle. Ma le sue condizioni non sono certo ottimali.

«Interventi di manutenzione straordinaria per potenziare le attività di pesca sportiva oltre alla riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’area sono necessari. Vogliamo mettere in campo tutte le nostre energie per il potenziamento dell’oasi Trava». A dichiararlo è l’assessore e candidato a sindaco Dario Bernardi, che spiega come sia possibile intervenire per il recupero completo della zona umida, ricompresa nella Valle del Mezzano ma estranea al perimetro dell’Ente del Parco del Delta del Po.

le azioni

«La proprietà è della Regione Emilia-Romagna che l’ha data in concessione al nostro Comune. Da tempo la gestione spetta a una associazione tramite convenzione – ricostruisce Bernardi –, ma col tempo è sorta la necessità di un robusto intervento di manutenzione straordinaria, che non è più rinviabile pena il rischio di perdere l’area. In più i costi per la manutenzione ordinaria sono alti visto che si va da lavori di sfalcio erba fino alla sistemazione delle strade e alla gestione idraulica degli specchi vallivi».

Il Comune, da solo insieme all’associazione, «non può permettersi di fare tutto. Per questo ho intenzione di rivolgermi alla Regione per chiedere pieno supporto per valorizzare al meglio quest’area così piacevole e bella. Naturalmente se potrò continuare ad amministrare questa cittadina».

Intanto, Bernardi ha incontrato l’assessore regionale Barbara Lori per presentarle un progetto preliminare di ripristino delle sponde, martoriate dall’erosione e dalle nutrie, oltre che di alcune passerelle e ponti». Ma non solo, «vorrei vedere realizzata una segnaletica puntuale per favorire attività didattiche e di osservazione naturalistica e intervenire per garantire la piena fruizione dell’oasi Trava da parte degli appassionati di pesca sportiva. C’è tutta la volontà di intervenire in favore di questo importante pezzo del nostro patrimonio, in un’ottica di valorizzazione ambientale, ricreativa e turistica», conclude.

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