A scuola mancano quasi 200 assistenti
I sindacati: «Preoccupati per la carenza di bidelli». Arrivano 2,5 milioni del fondo Covid: «Serve un confronto ampio»
La ripresa dell’anno scolastico è ormai alle porte, ma all’appello mancano ancora 193 addetti Ata a tempo determinato tra amministrativi (42), tecnici (23) e collaboratori scolastici (128).
A sottolinearlo, con preoccupazione, sono i sindacati Cgil e Cisl scuola: «Ci sono ancora grosse lacune con l’organico di fatto – spiega Alessandra Zangheratti (Cisl) – Proprio in questi giorni i dirigenti stanno provvedendo a convocare il personale, tramite Pec o raccomandata, la situazione è in continua evoluzione ma è molto difficile che si arrivi a colmare tutte le lacune entro lunedì».
Assenze “pesanti”, rincara la dose Hania Cattani (Cgil) «considerato che il numero di iscritti alle superiori è aumentato di 630 studenti, e che quest’anno bisogna provvedere ai controlli dei Green Pass, il cui obbligo è stato esteso a chiunque entri negli istituti. Va detto poi che tutti i protocolli di sicurezza e sanificazione vanno mantenuti, un altro compito che ricade sui collaboratori scolastici».Nel complesso, sono ancora vacanti 46 posti a tempo determinato nell’organico di diritto, 129 in quello di fatto, più gli “spezzoni” orari, corrispondenti ad altre 18 unità,
Tra le situazioni più critiche, per gli ausiliari, vengono segnalate al Remo Brindisi di Lido Estensi (-9), all’Ic di Codigoro (-9) e al Cosmé Tura di Pontelagoscuro (-5).
Sul fronte dei docenti, «le nomine sono quasi completate, ma ci sono ancora aggiustamenti da fare, soprattutto nel sostegno», osservano ancora i sindacati. «Nulla da eccepire sull’ufficio scolastico territoriale – tiene a precisare Cattani – ma i tempi ministeriali sono stati troppo lunghi e la scuola non è affatto pronta a partire».
Le incognite riguardano anche le classi numerose, con la spia rossa accesa sull’Ic di Terre del Reno (le medie di Mirabello) e l’Ic di Codigoro (le superiori) con classi due classi di una trentina di iscritti, ma non mancano altre situazioni al limite con classi di 26 studenti e altre in numero compreso tra i 23 e i 26. Per garantire la necessaria sicurezza, in molti casi si dovrà provvedere allo sdoppiamento delle classi. E qui entra in gioco il personale aggiuntivo, o contingente Covid, finanziato nel Ferrarese con 2 milioni e mezzo di euro (2.468.000) e che dovrà poi essere gestito dall’Ufficio scolastico territoriale per essere distribuito alle scuole, sulla base delle esigenze di ciascun istituto.
«L’anno scorso il fabbisogno medio è stato di 8 unità per ogni istituto, tra Ata e docenti – calcola Cattani – Secondo questa stima si tratta di 312 addetti in più». «Inizialmente – ricorda Zangheratti – la quota Covid per gli Ata poteva essere utilizzata per reclutare qualsiasi figura, mentre ora è destinata al personale addetto a controllare il Green Pass». Un passaggio importante, quello delle assegnazioni del fondi Covid, nel quale i sindacati chiedono con forza di essere coinvolti: «Non è un obbligo, ma sarebbe la scelta più corretta – rimarcano – Per questo abbiamo chiesto di mantenere il Tavolo provinciale che riuniva l’Ufficio scolastico, il presidente della Provincia, i dirigenti scolastici, i sindaci e le organizzazioni sindacali in cui discutere le criticità, individuare gli spazi e capire come utilizzare le risorse».
Alessandra Mura
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google