Consiglio comunale Ritorno in presenza tra le polemiche
Dieci seggi in più e mascherine obbligatorie per la sicurezza Bocciata la proposta di tamponi per i consiglieri Ferraresi: tanti indisciplinati
Commessi che prendono la temperatura ai consiglieri, mascherina obbligatoria per tutti, mani sempre igienizzate, scranni ben distanziati con la maggioranza che “invaderà” parte dell’aula con dieci sedute aggiuntive. Con queste minime misure di sicurezza, «ma sono quelle indicate dal ministero della Salute» tiene a precisare il presidente Lorenzo Poltronieri, il Consiglio comunale torna domani a svolgere una riunione in presenza dopo quasi un anno di streaming causa Covid. Si tratta di una volontà espressa dai consiglieri che va a sommarsi ad un’esigenza statutaria, visto che l’elezione a scrutinio segreto del presidente del Collegio dei revisori non potrebbe essere svolta se non in presenza.
Appuntamento dunque alle 15 nella sala consiliare della Residenza municipale, senza pubblico (è tutto trasmesso in diretta streaming) e alla presenza dei soli giornalisti accreditati. C’è chi aveva proposto il Green pass obbligatorio per l’ingresso in consiglio, ma non è stato preso in considerazione. «Solo la consigliera Ferraresi aveva fatto questa proposta, tutti gli altri capigruppo hanno deciso di non andare oltre le indicazioni ministeriali» fa presente Poltronieri. Eventuali consiglieri no vax, dunque, non si troveranno in imbarazzo, anche se Ferraresi non punta il dito in quella direzione: «Avevo proposto in alternativa al Green pass un tampone negativo entro le 48 ore, e su questo altri capigruppo dell’opposizione erano d’accordo, perché non sono rassicurata dai comportamenti di diversi consiglieri della maggioranza e anche componenti di giunta. Nell’ultima seduta in presenza, nell’ottobre scorso, c’era chi non indossava correttamente la mascherina o se l’abbassava per parlare, e nessuno faceva rispettare le norme di sicurezza. L’aula consiliare non è sempre areata e i bagni non hanno proprio finestre. Anticipo - conclude l’ex leghista - che se non dovessi sentirmi sicura lascerei l’aula».
Si dovrebbe comunque trattare di una seduta breve, il tempo appunto di votare il presidente dei revisori in una rosa di nove candidature; gli altri due componenti del collegio, invece, li ha già selezionati la Prefettura tra cinque aspiranti. La nomina è urgente perché già a fine mese ci saranno scadenze che presuppongono il parere dei revisori.
Stefano Ciervo
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