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Alla Rivana hanno servito camerieri speciali 

“Dalla terra alla luna” e poi ai tavoli della sagra Ragazzi oltre l’autismo

Margherita Goberti

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la storia

Si spegneranno questa sera i fornelli alla Sagra del pinzino e degli arrosticini che per quindici giorni hanno animato il centro sociale Rivana Garden richiamando ogni sera tantissimi buongustai. Un successo pieno merito delle capacità culinarie dei soci dell’associazione “Nati con la calzamaglia” che si impegnano nell’organizzazione e nella realizzazione di un evento che finalizza buona parte del ricavato in un aiuto concreto verso famiglie in difficoltà.

Ma la Sagra in questa ultima edizione ha fatto ancor di più perché ha coinvolto, almeno nei primi giorni della settimana, i ragazzi autistici dell’associazione “Dalla terra alla luna”.

«Per loro è stata un’esperienza molto importante – commenta la presidente Mariella Ferri – perché hanno potuto mettere in pratica quello che avevano imparato durante un corso di formazione tenuto da Maurizia Borini ed Elia Mandato. Infatti ogni sera, dal lunedì al giovedì, passavano dai tavoli per prendere le ordinazioni dei dolci, del caffè e degli amari per poi servirli, ma con un fare così gentile ed educato da conquistare la gente che si è complimentata per la loro gentilezza volendo anche fotografarsi insieme. Questo ha gratificato anche noi genitori che non ringrazieremo mai abbastanza l’associazione “Nati con la calzamaglia” che ci ha ospitato dandoci questa bella occasione; poi è toccato a noi sostituirli nel week end servendo in tavola».

L’impegno e l’entusiasmo dei ragazzi è stato anche gratificato da una piccola mancia che loro hanno pensato di utilizzare andando a mangiare la pizza. «Ma ecco che tutto quello che facciamo per loro così improvvisamente ci viene ridato – racconta la vice presidente Donata Cotti – Andrea, uno dei ragazzi che ha lavorato, alla proposta di andare a mangiare la pizza ha dissentito non perché l’idea non gli piacesse ma perché escludeva gli altri compagni che non avendo acquisito le loro competenze non erano compresi nel gruppo, dimostrando una grande sensibilità che ci ha commosso. Inserirli nel mondo del lavoro anche se in modo marginale può portare a questi splendidi risultati di solidarietà e amicizia. Così alla fine la pizza la mangeranno veramente tutti insieme».

Margherita Goberti

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