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il 15 l’incontro al mise 

Cracking Porto Marghera Sindacati preoccupati

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In occasione di un nuovo incontro tra Governo, azienda e parti sociali in programma mercoledì 15 settembre a Roma nella sede Mise per confrontarsi sulla paventata decisione di Eni di cessare le attività produttive del “Cracking” di Porto Marghera, le segreterie territoriali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil espimono preoccupazione e nel contempo cercano il supporto di tutti, a partire dall’amministrazione municipale di Ferrara e dalla Regione Emilia-Romagna per sostenere questo patrimonio di conoscenze utili allo sviluppo ed ad una crescita sempre più sostenibile dei nostri territori.

«La prospettiva di cessare le attività del Cracking di Porto Marghera - dicono i sindacati - deve essere contrastata perché rende ancora più fragile il sistema della chimica di base del nostro Paese. Il polo chimico di Ferrara, in questo quadro, per le caratteristiche delle proprie produzioni e per la qualità/modalità di fornitura delle materie prime rischia inoltre di diventarne l’anello più debole. Il sindacato dei chimici di Ferrara a sostegno di questa impostazione vuole ribadire alcune semplici considerazioni e proposte. Gran parte delle applicazioni delle materie plastiche richiedono ancora la produzione da materie prime fossili e non sono al momento sostituibili da altri processi produttivi. Mettere in discussione il futuro di alcuni punti chiave della filiera rischia solo di mettere in pericolo le attività legate alle resine plastiche, esponendo come sta accadendo anche in questi giorni tante imprese trasformatrici alle bizze del mercato e all’incertezza delle forniture. Se non siamo quindi pronti a dismettere le produzioni tradizionali di plastiche questo non vuol dire che non si debba avviare un corretto e fondamentale percorso di trasformazione delle nostre produzioni».

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