Casa Borgatti, no finale del Comune all’eredità Ora incarico a un notaio
BONDENO. Il Comune scrive la parola fine sull’eredità, incaricando un notaio di procedere con la relazione di rinuncia, che avrebbe permesso di acquisire Casa Borgatti e una serie di altre proprietà in via Borgo San Giovanni, ma al tempo stesso ha preparato il terreno per una via d’uscita: agire “in danno”. Intervenire come ultima ipotesi sul fabbricato, se non lo faranno i proprietari, e poi chiedere loro conto delle spese, qualora questi ultimi siano inadempienti.
Il consigliere civico d’opposizione, Davide Verri, sottolinea come «sia evidente che la situazione è di degrado. Il Comune non può che agire in danno per mettere il fabbricato in sicurezza». La vicenda è stata incanalata verso questa direzione da vari eventi, non ultimo il voto del consiglio comunale dello 23 giugno.
IL TESTAMENTO
Da testamento di una cittadina, reso noto nel corso del 2020 a seguito della sua scomparsa, emerse infatti la volontà testamentaria di lasciare al municipio la proprietà della porzione di fabbricati nelle sue disponibilità. Vale a dire quelle degli edifici ubicati ai numeri civici 102 e 104 di Borgo San Giovanni, dove si trova appunto Casa Borgatti, oltre ai 6 diciottesimi di un frutteto. La rinuncia all’eredità avvenne da parte del Comune, dopo avere considerato «la condizione fatiscente e ammalorata degli immobili», come si era appreso durante il dibattito consiliare.
Davide Verri, dal canto suo, evidenzia come «esistono anche altri esempi di degrado: mi riferisco a San Giovanni, dove c'è un terrazzo sopra al marciapiedi che è pericolante».
IL DEGRADO
Nello specifico di Casa Borgatti, però, il Comune ha descritto in una determina come i fabbricati siano «in pessimo stato di manutenzione, abbandonati da vari anni e presentano (già da una visione esterna) cedimenti strutturali e crolli dei tetti». Come dire: il municipio non ha intenzione di accollarsi costi per il ripristino di quelle strutture. Per questa ragione, il Comune di Bondeno ha dato mandato al notaio Massimo Esposito di procedere con la redazione della rinuncia da parte dell’ente locale rispetto all’eredità, che comprendeva una porzione di Casa Borgatti.
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