La Nuova Ferrara

Ferrara

comacchio 

Oasi di Boscoforte sotto la lente Una relazione sul suo stato

Katia Romagnoli

Per l’azienda faunistico-venatoria il Comune pagherà la tassa di concessione Anche le casette in spiaggia in consiglio: non ci sono alternative alla demolizione

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. Con gli 11 voti favorevoli della maggioranza è stata approvata, l’altra sera, in consiglio comunale la delibera istitutiva dell’azienda faunistico venatoria di Comacchio, definita dal sindaco Pierluigi Negri «un traguardo importante, dopo la comunicazione favorevole della Regione, risalente al 26 agosto scorso. Il Comune pagherà la tassa di concessione regionale, ha aggiunto Negri –, mentre i cacciatori pagheranno solo le tariffe di accesso».

Approvato anche il regolamento che fissa criteri e limitazioni di fruizione all’azienda che preserva i confini perimetrali dell’azienda speciale venatoria Valli di Comacchio, istituita nel 1994. Per Sandra Carli Ballola (capogruppo della lista civica La Città futura – Movimento 5 stelle) sarebbe stato necessario, ancor prima di stilare un regolamento, effettuare uno studio complessivo sull’incidenza dell’attività di caccia sui siti della rete Natura 2000».

Dopo una lunga esposizione chiarificatrice del funzionario Ruggero Spadoni, il nuovo dirigente Daniele Cavallini ha spiegato le ragioni della inammissibilità dei due emendamenti presentati dalla lista civica Per Fare. Oggetto di contestazioni anche l’oasi di Boscoforte, inserita all’interno della nuova azienda faunistico-venatoria, attorno alla quale il consigliere ed ex sindaco Marco Fabbri ha evidenziato che «se si voleva blindare l’accordo per l’oasi di Boscoforte, che risale al 2008, bisognava prevedere una scadenza e garanzie precise, mediante la sottoscrizione di una polizza fideiussoria».

questione oasi

Nel dibattito si è inserito anche il consigliere comunale Massimo Moretti (capogruppo Pd) il quale, dicendosi contrario alla caccia sportiva nell’oasi di Boscoforte, ha chiesto se «l’attuale amministrazione abbia intenzione di andare avanti con l’acquisizione diretta della proprietà dell’oasi stessa e con quali tempi». Prima del voto (contrario quello di Carli Ballola e astensione degli altri esponenti di minoranza), l’assessore all’ambiente Antonio Cardi ha assicurato il proprio impegno, entro novembre, a presentare in consiglio una relazione dettagliata sulla situazione inerente l’oasi.

CASETTE SENZA FUTURO

Approvato poi, all’unanimità, il punto relativo all’attribuzione della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. Alberto Righetti, capogruppo della lista civica Per Fare, dopo aver presentato l’interrogazione sulla sorte delle casette sulla spiaggia di Porto Garibaldi, ha ventilato due ipotesi, una alternativa all’altra, ossia la demolizione previo accordo con la proprietà privata o la destinazione dell’immobile a uso pubblico. Ricordando le fasi burocratiche più recenti, la vicesindaca Maura Tomasi ha spiegato come «in data 13 luglio scorso il dirigente dell’area tecnica ha sottoscritto un verbale, con esito negativo della mediazione con i privati. Rendiamo noto, altresì, – ha aggiunto la vicesindaca e deputata – che con la sentenza del Tar n. 62/2019 si disponeva di trasmettere una copia della sentenza alla Procura della Repubblica, affinché verifichi se vi è stata commissione di reati in relazione alla circostanza che il manufatto ad oggi non risulti essere stato demolito. Allo stato attuale, non si ravvisano alternative alla demolizione».

Katia Romagnoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google