Spiaggia, demanio e concessioni «Le gare inserite a tradimento»
Nella legge nazionale sulla concorrenza spunta un articolo per procedere Cna e Sib: «Una follia e noi continuiamo a restare appesi al filo dell’incertezza»
lido estensi. Nella legge annuale sulla concorrenza sul tavolo del Consiglio dei ministri spunta un articolo per istituire le immediate gare delle concessioni demaniali marittime. Ed è subito bufera, sia a livello nazionale che locale. Ai piani alti Gian Marco Centinaio della Lega, Maurizio Gasparri e Deborah Bergamini di Forza Italia, Umberto Buratti del Partito democratico hanno immediatamente puntato i piedi anche perché, come si legge nelle agenzie di stampa, il tentativo proviene da qualche funzionario della presidenza del consiglio: l’ipotesi più accreditata vedrebbe la firma di Francesco Giavazzi, consigliere diretto di Mario Draghi, come riporta anche Mondobalneare. «Trentamila imprese italiane, non meno di trecentomila addetti e le proprie famiglie non possono continuare a rimanere appesi al filo dell’incertezza come da troppo tempo accade», dice Cna Balneari, che lancia un appello a tutte le forze politiche in favore di questa categoria d’imprese.
«Le imprese balneari – prosegue la nota di Cna –, si sono dimostrate anche questa estate il volano dell’economia turistica nazionale fornendo un apporto non secondario alla ripresa dell’economia e dell’occupazione. Ma non possono continuare a investire per adeguare gli stabilimenti a una domanda sempre più alla ricerca della qualità e della sicurezza se, appunto, i loro orizzonti imprenditoriali continueranno a rimanere troppo corti».
«Chiediamo al Governo e al Parlamento, quindi, di tutelare in ogni sede a livello nazionale e soprattutto europeo la scelta di estendere le concessioni demaniali marittime al 2033».
parole forti
Altrettanto duro è Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio: «Se questa notizia fosse fondata, come pare, sarebbe un grave errore, perché è ancora pendente e non conclusa una intensa e seria interlocuzione fra i nostri uffici ministeriali preposti e quelli della Commissione europea sulla validità ed efficacia della vigente normativa di riforma della materia». Ma, soprattutto, secondo Capacchione, «si avrebbe una clamorosa smentita di quanto sin qui operato e dichiarato dal governo: dalla difesa della legge 145/2018 nella lettera di risposta alla Commissione europea al rifiuto del governo e segnatamente del premier Draghi di inserire la questione delle concessioni demaniali marittime nel Pnrr (piano nazionale ripresa e resilienza)».
A conferma di ciò, il testo del Pnrr adottato dal Governo e dal Parlamento italiano e approvato dalla Commissione e dal Consiglio europeo non contiene alcun riferimento alle concessioni demaniali marittime e all’applicazione della direttiva Bolkestein sulle nostre spiagge. «Per non citare le ripetute assicurazioni del ministro Garavaglia che qualsiasi soluzione sarà illustrata e concordata con le organizzazioni di categoria, prima ancora che con gli uffici della Commissione europea. In definitiva, sarebbe un “colpo di mano” sbagliato, inaccettabile e intollerabile. Ci auguriamo e ci aspettiamo che ciò non avvenga», dice il Sib.
An.Bo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
