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ieri il tavolo nazionale 

Il governo a Eni: chimica da salvare sul lungo periodo

Stefano Ciervo
Il governo a Eni: chimica da salvare sul lungo periodo

Versalis conferma la chiusura del cracking di Marghera che rifornisce Ferrara Il sottosegretario Pichetto: garantire la materia prima dell’intera filiera  

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Versalis mantiene l’intenzione di chiudere il cracking di Porto Marghera nella primavera 2022, con le conseguenze sui petrolchimici di Ferrara, Mantova e Ravenna, dove i monomeri prodotti in laguna sono trasformati in materie plastiche per tutte le altre filiere produttive. È quanto è stato ribadito ieri mattina al Tavolo nazionale della chimica convocato al ministero. Gli investimenti proposti in cambio a Marghera però ancora non ci sono e, in ogni caso, il sindacato (con qualche articolazione affiorata ieri) ribadisce la necessità di guardare alle ripercussioni sull’intera filiera, ed anche da parte del governo sono giunte parole che vanno in questa direzione. La partita è insomma ancora tutta da giocare.

i partecipanti

Il tavolo della chimica era presieduto dal viceministro dello sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin, ed era partecipato dal direttore generale di Enery evolution, Giuseppe Ricci, dall’amministratore delegato di Versalis, Adriano Alfani, dai rappresentanti delle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia, e dai sindacati confederali e di categoria. Non erano stati invitati i Comuni, di «drammatica assenza della giunta» ha parlato peraltro Sara Manservigi, del Pd comunale. L’incontro era finalizzato ad un confronto sulle prospettive del cracking di Porto Marghera e dei petrolchimici di Ferrara, Mantova e Ravenna, da esso approvvigionati. A fronte della presentazione dei progetti che Eni intende realizzare a Porto Marghera, è stato sottolineato dai partecipanti come dal cracking di Marghera dipenda la competitività delle produzioni localizzate a Ferrara, Mantova e Ravenna, poli petrolchimici in cui si concentra buona parte della petrolchimica nazionale. Il ministero si è quindi impegnato a mantenere aperti i due tavoli, sulla chimica in Italia e sulla vertenza di Marghera, impegnandosi ad una consultazione separata di tutti gli attori coinvolti prima della riconvocazione.

le dichiarazioni

«Occuparci dell’industria della chimica di base vuol dire garantire la fornitura della materia prima all’intera filiera che in Italia conta circa 12mila imprese con oltre 200mila addetti», ha dichiarato Pichetto. «In considerazione del ruolo strategico che la petrolchimica assume per l’industria del nostro Paese, garantirne il consolidamento e lo sviluppo di lungo periodo significa proteggere l’intero sistema industriale italiano, consolidarne la struttura e promuoverne la competitività. È il momento dell’impegno e della responsabilità».

Secondo la Filtcem Cgil, «Versalis ed Eni devono fornire tutte le garanzie rispetto alla continuità delle produzioni e all’approvvigionamento delle materie prime, oltre che il mantenimento dei livelli occupazionali, compreso l’indotto». Più spinta sul versante della chiusura del cracking è apparsa la posizione della Cisl. L’assessore regionale Vincenzo Colla ha parlato di «percorsi di transizione che abbiano tempi e modalità giusti, purché non vadano nella direzione di una deindustrializzazione e di una lenta chiusura dei petrolchimici». È la conferma dei timori, ha commentato la capogruppo regionale dem Marcella Zappaterra, mentre la senatrice Pd, Paola Boldrini, ha insistito «sullo sviluppo di lungo periodo della chimica».

Stefano Ciervo

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