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«Quel ponte vibra troppo» Agricoltori preoccupati

«Quel ponte vibra troppo» Agricoltori preoccupati

Sollecitati controlli  «Stando su quella struttura nel momento in cui passa   un mezzo pesante si sentono oscillazioni molto forti»

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LAGOSANTO. Forti vibrazioni e movimenti sussultori al passaggio dei mezzi pesanti sul ponte Baccarini, lungo la strada provinciale per Lagosanto, destano preoccupazioni ed interrogativi tra agricoltori e residenti.

«Quasi tutti i giorni passo con il mio trattore sul ponte, per raggiungere e tornare dal podere – afferma Simone Biolcatti, agricoltore di Marozzo –, ma capita a volte di andare e tornare in bicicletta e si sentono vibrazioni e oscillazioni, quando passano gli autoarticolati carichi di pomodori, cipolle o patate, ma anche mele e pere, tutti prodotti destinati alla lavorazione in scatola. Stando sopra il ponte è come se ogni volta, al passaggio di un mezzo pesante, si sentisse una scossa di terremoto. Non so se la Provincia abbia fatto verifiche alle parti portanti del ponte, ma dopo aver sentito più volte - conclude l'agricoltore- notizie di ponti crollati, sarà meglio che chi di dovere faccia i controlli e, se necessario, intervenga, per la sicurezza e la tranquillità di tutti».

Frutto di una progettazione avveniristica per il periodo in cui fu realizzato, il ponte Baccarini, che collega Marozzo a Codigoro e a Volano, è stato costruito nel 2006 dall'impresa Alissa Costruzioni spa di Limena, in provincia di Padova.

Uno degli aspetti assicurati dal progetto, riguarda il mantenimento della navigabilità del Po di Volano, corso d'acqua attraversato proprio dal ponte dotato di due travi principali in acciaio, a doppia T di 150 centimetri di altezza. Le travi vanno a definire longitudinalmente l'infrastruttura in tutta la sua lunghezza e, fungendo da catena, sono collegate agli archi portanti. Le fondazioni sono state realizzate su pali.

Il varo del ponte Baccarini è stato, 15 anni fa, un evento spettacolare, seguito con attenzione dalla popolazione locale, consistito nell'asseblaggio dell'intera struttura (impalcato, archi e pendini) sull'argine sinistro del Po di Volano. Tramite slitte in acciaio è stata spinta verso l'argine opposto e, a metà del fiume, sostenuta da una gru, è stata accompagnata sino alle giunture su cui poggia tutt'oggi.

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