La Nuova Ferrara

Ferrara

Estate arida, Ferrara finisce in zona rossa Sono lievitate le spese per le irrigazioni

Gian Pietro Zerbini

La pioggia di queste ore non cambiano una stagione tra le più povere d’acqua. Tanti i problemi economici e ambientali

2 MINUTI DI LETTURA





Gian Pietro Zerbini

La provincia di Ferrara è entrata quest’ anno nella zona rossa di conclamata aridità, tappa che rappresenta un sorto di prologo all’emergenza desertificazione. Le piogge di queste ultime ore non salvano purtroppo un bilancio di siccità che ha causato molti danni non solo all’agricoltura e all’ecosistema, ma anche costi altissimi per garantire una sufficiente irrigazione e non sempre questi ingenti sforzi sono serviti. L’acqua che arriva adesso tra l’altro può fare ben poco visto la parta avanzata della stagione agricola con molti raccolti terminati.

Annate siccitose

Se non cambia drasticamente registro, il 2021 rischia tra l’altro di essere il più siccitoso in tempi recenti, sfiorando ormai i livelli record delle annate idrologiche 1970/71, 1997/98 e 2011/12. Nel Ferrarese dall’autunno dello scorso anno sono caduti solamente poco più di quattrocento millimetri di pioggia, finendo in zona rossa idrica.

Alberi

Quest’anno Ferrara Tua, che gestisce per conto del Comune il verde pubblico e anche la manutenzione delle circa 50mila piante a fusto alto del territorio, ha dovuto fare i conti con mesi particolarmente aridi per cui per tenere in vita le piante ha fatto ricorso per settimane all’utilizzo di tre autobotti irrigando sistematicamente 2.600 alberi tra i più precari. Alcune piante comunque si sono seccate come una parte dei raccolti primaverili. Molti anche gli alberi e le piante nei giardini privati che non hanno resistito al caldo e alla mancanza di pioggia anche a causa di una non adeguata irrigazione.

Irrigazione

Lavori straordinari per assicurare l’acqua nel canali e di conseguenza per dare la possibilità alle aziende agricole di irrigare i propri terreni li ha fatti il Consorzio di Bonifica “la Pianura” di Ferrara. Nonostante l’anno non sia ancora finito le derivazioni principali hanno comportato un prelievo di quasi mezzo miliardo di metri cubi di acqua, tre quarti dei quali attinti per sollevamento e solo il rimante quarto per gravità. Un dato provvisorio che è superiore alle medie di 12 mesi delle annate precedente. Indubbiamente questo ha comportato un esborso suppletivo di risorse per maggiori spese di energia elettrica. Si dovrebbe arrivare a circa 300 mila euro di spese aggiuntive per il consorzio a causa della siccità. Una stagione arida che ha fatto male all’ambiente, all’agricoltura e al portafoglio di molti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google