Il sexy-lavaggio indigna l’Udi: donne travestite da bambole porno
pilastri. Ragazze procaci, in pose sexy, che lavano trattori. È questa la locandina che invita a partecipare al “Sexy lavaggio di trattori bifolchi” domenica 19 settembre, al Pitonen fest di Pilastri di Bondeno, la kermesse alla quale l’Azienda agricola Fabbri’s fornisce appunto la birra dalla quale deriva il nome. Una locandina che aveva suscitato qualche attenzione sui social, ma che ieri ha provocato ecco l’affondo dell’Udi di Ferrara, attraverso una lettera aperta.
«Cari Bifolchi, il vostro Pitonenfest merita un premio alla sincerità - è l’incipit della lettera - Vi autodescrivete come “Spensierati bifolchi in festa” e, obiettivamente, chi può darvi torto? A guardar le vostre locandine, viene da dire che bifolchi lo siete, e non si discute. Certo, viene da chiedersi cosa vi affascini dell’atmosfera da Illinois anni’ 50 che avete ricostruito. Però, percarità, i gusti son gusti».
E qui c’è l’accusa: «Poi scivolate pesantemente sul Sexi lavaggio dei trattori bifolchi, che non ha niente di originale né di sincero. Perché di uomini che girano per strada con canottiera e petto villoso e pensano di vivere nel vecchio West ne troverete un sacco, ma le donne si travestono da bambole porno per lavare in modo sexi i vostri trattori come fossero divinità da adorare dove stanno? Probabilmente solo dentro le vostre teste. Ma, appunto, così ci deludete. Non vi sembra un’immagine vecchia, superata, bifolca sì ma non abbastanza da essere riabilitata a “performance sporcacciona”?»
Quest’epoca, conclude la nota Udi, «ci ha abituato a tutto ed è facile che chi legge stia già pensando che siamo bacchettone, moraliste e via andare. Ma il problema non è la nostra cifra etica. Il problema è la vostra cifra etica, e di tutte le persone – donne e uomini – che ci faranno una risata sopra, che penseranno che, sì, le donne possono essere usate anche per quello, che magari verranno a vedere lo spettacolo e ci porteranno anche i bambini. Questo è il problema». In coda l’affondo più pesante: «Quante volte sentiamo dire che i reati di violenza sessuale sono un fenomeno culturale? Ecco, appunto».
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