I presidi contro Gargioni: quel post frutto di un falso storico e di protagonismo
I dirigenti scolastici estensi hanno preso le distanze dal collega con una lettera aperta dopo il parallelismo fra la Shoah e la critica sui Green Pass: non accettiamo di essere accostati a quelle espressioni anche solo con il silenzio. Intanto da Facebook spariti sia il post che la pagina personale del massimo funzionario del Perlasca
FERRARA. Il tono è drastico. Quel post che accosta la ferocia nazista alla protesta dei no green pass "è un errore che non ammette scusanti, vogliamo dirlo con chiarezza. Certo, si può sbagliare, ma occorre riconoscerlo senza esitazioni". La lettera aperta, inviata ai quotidiani, è firmata da 22 dirigenti scolastici provinciali che stroncano in modo netto il messaggio pubblicato ieri (18 settembre) su Facebook da Stefano Gargioni, preside dell'Istituto comprensivo "Perlasca", di Ferrara, e convinto sostenitore della battaglia contro la certificazione verde e contro il vaccino.
"Lontanissimi dall’idea che i dirigenti scolastici debbano esprimersi con una voce sola o dalla volontà di limitare il diritto di parola e di critica, non possiamo non prendere nettamente le distanze dall’ultima iniziativa del collega Stefano Gargioni - scrivono i presidi firmatari - Quando l’approssimazione scientifica, la falsificazione storica e il desiderio di protagonismo arrivano al punto di postare fotomontaggi pesantemente offensivi, lesivi della memoria di una tragedia come quella dei campi di sterminio, non possiamo accettare di essere accomunati a tali espressioni anche solo per il nostro silenzio. Il contrasto e il superamento dell’abominio nazifascista sono all’origine della nostra democrazia e della nostra Repubblica; dovremmo saperlo bene, in quanto dirigenti; e non può dimenticarlo chi ha contribuito ad intitolare l’istituto che dirige a Giorgio Perlasca. Non abbiamo la presunzione di parlare a nome di tutti i colleghi, ma sicuramente i dirigenti scolastici ferraresi pensano e agiscono in tutt’altro modo, con rispetto, comprensione ed equilibrio, necessari sempre, ma più che mai in un momento così impegnativo per tutto il Paese".
A scrivere il proprio nome e cognome in calce al documento sono: Francesco Borciani, Lia Bazzanini, Elena Accorsi, Anna Bazzanini, Stefania Borgatti, Rosaria Calabria, Nunzia Carrera, Gianni Luca Coppola, Cristina Corazzari, Maria Gaiani, Magda Iazzetta, Paola Manzan, Manuela Muscherà, Fabio Muzi, Adriana Naldi, Mara Salvi, Carla Sermasi, Silvia Tognacci, Domenico Marcello Urbinati, Massimiliano Urbinati, Paolo Valentini,Lea Vitolo.
Il documento isola in provincia le posizioni assunte dal preside (non risultano altri casi di presidi renitenti): una critica martellante fatta a colpi di messaggi sui social nei confronti delle scelte operate dal governo per il contenimento della pandemia, spesso dai toni eccessivi ed esasperati. Fino al post di ieri, che ha sollevato le proteste della comunità ebraica ("affermazioni deliranti" le ha definite il direttore del Teatro Abbado di Ferrara, Moni Ovadia) e della politica, in particolare dall'area Pd. La reazione ha messo sul chi vive fin da ieri pomeriggio il preside, che ha cancellato il post contestato su Facebook, scelta seguita oggi dalla "ripulitura" totale della pagina di cui sul social è rimasta come traccia solo una foto. Oltre alla sollevazione della politica, con dichiarazioni di fuoco e l'annuncio di una interpellanza in parlamento, a firma Pd, annunciata per domani, ieri si è mosso anche il ministero che ha annunciato l'apertura di un procedimento disciplinare a carico del dirigente. Si tratta di un percorso - quest'ultimo - che può sconfinare ben oltre il provvedimento di sospensione legato all'emergenza sanitaria perché prevede una progressione di possibili sanzioni che possono condizionare pesantemente l'espletamento dell'incarico professionale.
Il preside, che nei primi giorni di avvio dei controlli sul Green Pass a scuola ha manifestato la sua contrarietà all'obbligo, in questi giorni non è al lavoro: per la scuola è in malattia fino al 9 ottobre. Non ha però mancato, anche durante il periodo di assenza, di bersagliare Green Pass e vaccini pubblicando numerosi post ogni giorno con commenti e citazioni che reiterano uno dei leit motiv della contestazione no-vax/no-green pass con riferimenti più o meno palesi all'instaurazione in Italia di una dittatura sanitaria. In istituto, intanto, ha affidato ad altri i controlli sul Certificato verde, un'opzione ammessa dalla legge.
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