I ragazzi del calcio e gli amici di “Sambe” per Fabrizio Foscardi
Chiesa piena con i rappresentanti di Etrusca e Dribbling Sulla bara la sciarpa della Spal. Don Paolo: accoglieva tutti
Ieri ad attendere sul sagrato della chiesa di San Benedetto per dare l’ultimo saluto a Fabrizio Foscardi c’erano tutti i suoi ragazzi della società Dribbling di cui lui era stato, come un padre, allenatore ma soprattutto formatore di coscienze. Proprio nell’oratorio salesiano “Fosco” come lo chiamavano gli amici, aveva dato i primi calci forse sull’esempio del padre che poi fondò l’Etrusca nata sul campetto della parrocchia e poi spinto dalla passione e da qualità personali; per questo è stata scelta questa parrocchia per il rito funebre.
«Un punto fermo per 17 anni – ha ricordato durante la funzione religiosa Paolo Marchesini presidente della Dribbling – che abbiamo condiviso legati da una profonda amicizia e collaborazione anche nei momenti difficili che non sono mancati ma che abbiamo superato insieme. Per me eri “l’usato affidabile” e l’esempio più bello che mi hai lasciato è poter vedere i tuoi ragazzi che non sono arrivati in vetta nel mondo del calcio esserlo oggi nella vita dopo aver preso una laurea. Grazie Fosco a nome di tutti anche se non sono in grado di interpretare i sentimenti di tutti quelli che ti hanno conosciuto ed apprezzato e che oggi sono qui presenti tanto numerosi». Dopo di lui infatti hanno ricordato Foscardi un rappresentante dell’Etrusca e dell’Ufficio turismo del Comune dove lui lavorava apprezzato dai colleghi per la sua grande riservatezza, il sorriso e anche una simpatica ironia. Sulla bara anche la sciarpa della Spal e la maglia della squadra Giovanissimi che vinse il 35° Trofeo Paolo Mazza.
Un padre, lo ha definito l’amico Paolo Marchesini e come un padre lo ha descritto anche don Paolo il vice parroco di San Benedetto che ha officiato la Messa insieme a don Domenico Bedin. «Fosco – ha ripetuto poiché così lo chiamavano tutti – si è preso cura dei giovani sportivi – ha ricordato il sacerdote – allenandoli ma anche educandoli al rispetto delle regole; così facendo ha creato una famiglia quella che non ha mai avuto, secondo la tradizione di don Bosco, ovvero accogliendo tutti e creando in questo modo la casa di tutti».
Foscardi viveva con la madre che era scomparsa solo qualche mese fa; anche lui colpito da una grave malattia aveva subito un intervento chirurgico che sembrava avesse risolto il problema; invece forse il cuore ha ceduto e purtroppo a soli 57 anni alla fine di agosto se ne è andato improvvisamente mentre era nella sua abitazione; sono stati i vicini comprendendo che qualcosa era accaduto, ad accorgersi del decesso. Per questo la procedura prevede l’autopsia e la lunga attesa per il funerale. Ora riposa in Certosa.
Margherita Goberti
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