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Il bimbo lanciato dal balcone

Rosaria Federica
Il bimbo lanciato dal balcone

Una svolta nella tragedia di Napoli, arrestato il domestico di famiglia

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NAPOLI. È lì, al civico 114 di via Foria, nel cuore della città, che la vita di Samuele Gargiulo 4 anni appena compiuti, è volata via. Ed è lì che si è passati, in poche ore, dal dolore per una tragica fatalità alla rabbia, aberrante e invasiva, di una vita spezzata da un omicidio. Venerdì scorso, la tragedia. Samuele è volato dal secondo piano, all’ora di pranzo. Nel quartiere Stella - tra i vicoli di un rione difficile e via Forio, una delle strade più trafficate di Napoli - sono riecheggiate le urla arrivate fino alla mamma del piccolo, Ciappi Razzano, intenta in cucina a preparare il pranzo. Il bimbo riverso sui ciottoli, poco distante dal negozio del papà Giuseppe. Sotto casa. La corsa in ospedale, al Pellegrini, il dramma e il tragico epilogo. Samuele non è sopravvissuto all’impatto.L’ipotesi tragica della fatalità, dell’arrampicata di un bimbo su un balcone con un’inferriata alta almeno due metri, con il sopralluogo degli agenti della scientifica della questura di Napoli e la testimonianza della madre del piccolo, in poche ore è stata sovvertita da quella dell’omicidio.

Nella serata di venerdì, Mariano Cannio, 38 anni, tuttofare del quartiere - celibe e senza un lavoro fisso - è diventato l’indiziato numero 1.È stata la mamma del piccolo a fornire l’indizio per dare una spiegazione alla morte del suo piccolo Samu. Interrogata dagli agenti della squadra mobile, Ciappi Razzano ha ricostruito gli attimi precedenti e successivi la tragedia. In casa con lei c’era anche Mariano Cannio, l’uomo del quartiere che spesso andava dai Gargiulo per piccoli lavoretti o per le pulizie. L’uomo, mentre tutti erano intenti a cercare di salvare il piccolino, si è allontanato dalla casa di via Foria come se nulla stesse accadendo. Nella stessa serata di venerdì, il pm Barbara Aprea della procura di Napoli che coordina le indagini, ha disposto che il 38enne - residente nello stesso quartiere - venisse fermato per essere interrogato. In nottata, dopo una lunga serie di domande e risposte non esaurienti e a tratti inspiegabili, il magistrato ha disposto il fermo dell’uomo con l’accusa di omicidio. Fermo che dovrà essere convalidato, domani mattina, dinanzi al Gip Gallo del tribunale di Napoli. «L’ho preso in braccio, mi sono affacciato ed è caduto» è la versione di Cannio. Una versione che non fuga i dubbi su quanto accaduto. Anzi. L’uomo non ha spiegato la dinamica della tragedia.Né i motivi che l’hanno spinto a sporgersi, insieme al bambino, dal balcone tanto da provocarne la caduta.Il volo fatale. Ha invece sostenuto di avere dei problemi psichici, quasi a voler giustificare un gesto folle, estremo e senza premeditazione.

Per la morte di Samuele, gli inquirenti escludono vi siano cause legate a motivi più abietti come la pedofilia o la ritorsione nei confronti dei genitori, commercianti originari di Ercolano e con diversi punti vendita in città. E mentre a notte fonda, tra venerdì e sabato, Cannio varcava il portone del carcere, dove il pm ha disposto nei suoi confronti l’isolamento con vigilanza a vista - sia per evitare che mettesse in atto azioni autolesionistiche, sia per evitare possibili ritorsioni e vendette da parte di altri detenuti - gli inquirenti hanno continuato le indagini tecniche su quanto accaduto in via Foria. La posizione di caduta del bambino, nella ricostruzione tecnica dell’incidente, potrebbe dare un valido aiuto agli inquirenti per capire la volontarietà del gesto del domestico tuttofare, tramutatosi - secondo gli inquirenti - in assassino.

Sono stati ascoltati i testimoni che l’hanno trovato sui ciottoli del marciapiedi, prima della disperata corsa in ospedale. E gli agenti della scientifica anche ieri sono tornati nell’abitazione dei Gargiulo per nuovi rilievi tecnici.Una perizia medico-legale è stata disposta sul 38enne, per verificare il suo status psichico. L’uomo ha confessato di soffrire di problemi mentali. Ma non ha fornito alcuna documentazione in merito. Un dettaglio processuale non trascurabile, ma irrilevante ai fini dell’assurdità e dello strazio per la morte di un bimbo di 4 anni, buttato giù dal balcone di casa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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