Strage di cocomeri «Lasciati marcire e tolti con l’erpice»
Coltivatori disperati: la grossa pezzatura non si vende Annata dura anche per i meloni, in asta spuntano 12 cent
Consuntivo negativo per melone e cocomero, con un crollo dei prezzi a fronte di costi colturali aumentati a causa del boom delle materie prime. Questa la sintesi di Confagricoltura Ferrara sulla stagione. «In Emilia Romagna sono circa 1.000 gli ettari destinati a cocomeri e Ferrara, con i suoi 400 ha, ne è la maggiore produttrice; stesso primato per i meloni, su 1.050 ettari investiti in Regione, 320 sono nel ferrarese. Prodotto venduto sottocosto, poco export - denuncia Confagri - angurie e meloni escono sconfitte da una campagna molto difficile. Dopo una partenza meno entusiasmante rispetto allo scorso anno, quando la domanda era stata superiore all’offerta, quest’anno il consumo delle due orticole estive è crollato e con lei i prezzi del prodotto. Manciate di centesimi ai produttori a fronte di un lungo lavoro: preparazione del terreno, semine o trapianti, concimazioni, irrigazione, protezioni e infine le operazioni di raccolta. Raccolta che per molti casi non è stata neppure effettuata dai produttori perché sarebbe costata più del ricavo. Intere cocomeraie sono state lasciate a marcire nei campi».
al macero
È molto amareggiato e avvilito Pietro Manzoli della Cavazzini-Cotti, socio Confagricoltura: «È stata una vera e propria mazzata. Abbiamo in produzione 42 ettari di cocomeri, la maggior parte investita a produzione tradizionale con cocomeri di grossa pezzatura, e l’altra destinata alla produzione di mini cocomeri. Una grossa percentuale della produzione di grossa pezzatura (8-11 kg), non riuscendo a collocarla è rimasta in campo; i 10 cent/kg che il mercato offriva non sarebbero serviti neppure a coprire i costi della raccolta. Inoltre negli appezzamenti dove si era seminato, il gelo aveva distrutto le piantine appena germinate costringendoci a riseminare; invece dove si era trapiantato è andata un po’ meglio. Prenderemo qualcosa dalla vendita dei nostri mini cocomeri senza semi, apprezzati in Germania, Francia e Inghilterra, ma il guadagno è comunque davvero esiguo. Di fatto, una stagione iniziata in salita e finita nel peggiore dei modi. Il vero dramma di questa campagna deriva dalla mancata richiesta di prodotto e dal conseguente prezzo da miseria offerto. Inoltre il caldo torrido di luglio aveva portato il prodotto a maturazione precoce, inficiando i nostri piani di raccolta scalare». Da aggiungere che, mentre noi eravamo immersi nel caldo torrido, in Europa, nei Paesi dove normalmente esportiamo, il clima freddo e piovoso non è stato favorevole al consumo di frutta estiva. «Ora passeremo con trincia ed erpice per poi interrare il tutto con l’aratura. E dire - continua il coltivatore - che questa è stata un’annata ottima per qualità e un grado brix ottimale. Troppo elevata la perdita economica, si tenga presente che, per il solo trapianto, i costi delle piantine sono di 1.500 euro ad ettaro. Dai primi di settembre la campagna è finita, stiamo già raccogliendo tutta la plastica utilizzata per la pacciamatura, un vero disastro! Diventa sempre più difficile coltivare e produrre, senza la certezza di poter vendere i nostri prodotti di alta qualità».
Non è possibile
Di meloni parla Michele Bonora di Floragricola, con un punto vendita diretta lungo la statale di via Ravenna e un’azienda che da generazioni produce orticole e frutticole. «Non è possibile continuare così, noi produttori siamo stremati, non parlo solo di meloni, che tra l’altro ho lasciato a marcire nei campi perché i prezzi offerti non coprivano i costi, raccogliendo solo il necessario per rifornire il punto vendita. Un disastro e una tristezza immane per quasi tutte le orticole estive, senza parlare delle drupacee e delle pere. Non posso continuare a produrre meloni se quando li porto ai magazzini o alle aste, mi propongono 12-15 centesimi al kg. I costi colturali sono alti, e dire che ero riuscito a salvare la produzione dal gelo proteggendola sotto tunnel, riparando le piante con nylon, tessuto non tessuto e da altra copertura, così dopo un periodo di ferma le piantine erano ripartite, ma poi ecco che il prezzo è mancato completamente, con quotazioni ai minimi storici. Stessa cosa è successa per i cocomeri e le altre orticole estive».
Andrea Tebaldi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
