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L’assessore regionale: «Abbazia bene prezioso Ma serve valorizzarla»

Piergiorgio Felletti

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POMPOSA. Un ambizioso progetto di rilancio della cultura a Pomposa, è stato tenuto a battesimo ieri dall’assessore regionale, Mauro Felicori. Per l’occasione accolto all’arrivo dal sindaco, Alice Zanardi. Felicori si è soffermato sul progetto di realizzazione del brand “Pomposa Mater Musicae”, in avanzata fase di definizione a livello comunale. «Questo territorio deve essere valorizzato con tutti i monumenti e non solo con l’Abbazia. Perché intorno al questo splendido complesso monasteriale benedettino, nasce la cultura». Ed ha aggiunto che «occorre dare più importanza e centralità al complesso abbaziale, magari pensando di renderla Museo autonomo, una specie di centrale elettrica che illumina il territorio circostante». Ha poi ricordato che “Pomposa Mater Musicae”, non è un’idea originale perché sono già attive altre esperienze. E si entra in concorrenza agguerrita con importanti festival». Perciò si dovrebbe «puntare sulla musica antica, specializzando l’offerta culturale».

L’insieme dei progetti, oltre a “Pomposa Mater Musicae”, per il complessivo arricchimento culturale del comparto pomposiano, prevede anche la realizzazione di un museo multimediale. Nonché di una pinacoteca, con opere dei pittori del Delta, con sede nell’immobile ex Casa del Fascio a Codigoro. Per il reperimento delle ingenti risorse necessarie, il Comune ha candidato i progetti ai bandi per l’accesso ai fondi Pnrr. Quindi, ha ulteriormente sottolineato come «L’Abbazia finora non è stata valutata completamente, ci sono ancora dei margini di miglioramento. Per contribuire a realizzare dei progetti, che consentono di curare, valorizzare e restaurare i monumenti, interventi che sono una priorità regionale dovremo utilizzare il fondo europeo per lo sviluppo regionale, di cui stiamo predisponendo il piano settennale».

Concludendo, poi, che «le risorse vere siamo noi, dobbiamo essere ambiziosi sfiorando un pizzico di megalomania, fare propri anche i progetti degli altri, occorre lavorare insieme».

Piergiorgio Felletti

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