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Nuovi risultati per la biorobotica con Unife 

Lavoro, uomini e robot «Così la collaborazione migliora le prestazioni»

Lavoro, uomini e robot «Così la collaborazione migliora le prestazioni»

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lo studio

In uno studio appena pubblicato su Science Robotics, coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e in collaborazione con Unife, un gruppo di scienziate/i ha proposto un modello sperimentale per migliorare la comunicazione tra uomo e robot, evitando incomprensioni ed errori durante un compito collaborativo. «Il nostro studio ha dimostrato che esiste un momento ottimale in cui un robot deve segnalare la richiesta di passaggio di un oggetto al partner, limitando le interferenze con l’azione umana», dichiara Marco Controzzi, ricercatore dell’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna di Pisa e coordinatore dello studio.

«Il momento migliore è quando l’operatore ha appena afferrato l’oggetto da spostare. Quindi, è meglio non distrarre l’individuo quando sta muovendo la mano verso l’oggetto o sta per afferrarlo, né quando sta per posizionarlo. Probabilmente in questa ultima fase sta già programmando il movimento successivo», commenta Laila Craighero. Secondo Gastone Ciuti, professore di Bioingegneria dell’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna, tra gli autori dello studio «questi aspetti permetteranno l’adozione di nuove tecnologie di percezione e algoritmi di intelligenza artificiale». La differenza tra i vecchi robot industriali è sostanziale per «l’approccio multidisciplinare allo sviluppo della robotica collaborativa», sottolinea la professoressa Unife Laila Craighero. L’obiettivo è riuscire a far coordinare in modo intuitivo persone e robot «evitando che l’uomo sia distratto o ostacolati dalla macchina», commentano Francesca Cini e Tommaso Banfi, post doc dell’Istituto di BioRobotica e primi autori della ricerca.

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