Falsi per avere permessi ma manca l’interprete
Una quindicina di imputati per il processo sui documenti falsi acquistati per ottenere il permesso di soggiorno. Ieri sono stati chiamati in tribunale, ma se ne sono presentati solo due. Erano disponibili a testimoniare, ma - nonostante fosse stato convocato – l’interprete era assente. Il processo è stato rinviato quindi al 22 giugno dell’anno prossimo con una nuova convocazione dell’interprete e degli imputati. L’inchiesta è basata su versamenti che oscillavano fra 200 e 300 euro pagati da cittadini pakistani per ottenere illegalmente l’attestato di conoscenza della lingua italiana che permette di poter presentare la richiesta di permesso di soggiorno all’Ufficio stranieri della questura cittadina.
Tre degli imputati hanno già chiuso le pendenze giudiziarie con patteggiamenti o abbreviati (pene di 8 mesi ciascuno).
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