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il corteo ambientalista 

I “Fridays” puntano alla scuola: deve dare spazio ai nostri temi

G.Corr.
I “Fridays” puntano alla scuola: deve dare spazio ai nostri temi

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“La lotta per il clima non è un compromesso”, “No metano no petrolio distruggiamo il monopolio”, “La lotta per l’ambiente non è individuale”, “Una specie intelligente non distrugge il proprio ambiente”, “Città e comuni sostenibili”, “No 1.5° C, “Come mai i soldi per l’ambiente non ci sono mai?”, “L’ambiente è più importante del profitto”, “Il tempo è scaduto”. Sono tornati in piazza, ieri mattina, i Friday for Future per chiedere «giustizia climatica ora». Partito dalla Porta degli Angeli il corteo ha proseguito per le strade della città esortando tutti a partecipare, «vieni giù e manifesta pure tu», «ma la scuola ci ha chiuso le finestre in faccia», è stata poi la polemica di una ragazza quando il corteo ha raggiunto piazza Municipale per farsi «sentire dal Comune». La ragazza lamentava la scarsa attenzione della scuola «ai temi che ci interessano davvero», e proponeva di fare manifestazioni anche all’interno delle scuole. «Bisogna chiedere di approfondire certi argomenti e se non lo fanno sono nel torto», il commento di un altro giovane manifestante.

Una studentessa Unife lamentava le difficoltà di chi prova ad essere più green, «shampoo solido? Certi prodotti non si trovano al supermercato e se ci sono costano tantissimo: è difficile essere ecologici. Bisogna chiedere incentivi allo Stato».

Fra i FfF c’erano anche attivisti del Comitato acqua pubblica, Rete giustizia climatica, Extinction rebellion, Plastic free, Banca Etica, Unife. «Chi governa non ha nessuna intenzione di fare subito la giustizia climatica – diceva Corrado Oddi (Acqua pubblica) – il ministro della Transizione ecologica parla di bagno di sangue, a Ravenna l’impianto per catturare l’anidride carbonica e cacciarla sotto terra… e a Ferrara sul tema rifiuti è stata data una nuova autorizzazione a Hera per poter bruciare ancor di più nell’inceneritore». I rappresentanti di Extinction rebellion combattono per proporre assemblee di cittadini, «uno strumento democratico per trovare soluzioni all’emergenza climatica».

I partecipanti al corteo ieri erano poco meno di un centinaio, «pochi ma continuate a mobilitarvi – esortava Giangi Franz (Unife) – Bene le piantumazioni ma bisogna cambiare le nostre abitudini».

G.Corr.

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