La nave di Teodorico andrà a Ravenna «Così tornerà a casa»
Il trasloco comporterà lo svuotamento di uno spazio Gelli: «La Soprintendenza e il Comune vogliono rendere pubblico il cantiere di restauro»
comacchio. Ruota attorno al nome di Costantino Meucci, ex direttore dell’Istituto centrale di restauro di Roma, il progetto di recupero e trasporto in laguna della nave romana di Teodorico, portata alla luce nel 1998, durante gli scavi del Parco del Mausoleo di Ravenna. Dopo l’annuncio del sindaco della vicina città romagnola, Michele De Pascale, di voler investire fondi ministeriali in arrivo per il restauro del prezioso reperto, interviene Giovanni Gelli, esponente storico del Gruppo archeologico comacchiese, che seguì da vicino, dal 1981, le fasi di recupero della nave romana di Valle Ponti. «Finalmente – dichiara Gelli, presidente della Consulta popolare per il San Camillo – si restituirà a Ravenna la nave di Teodorico che Costantino Meucci fece arrivare a Comacchio, mentre stava cercando di avviare il restauro della nostra nave Fortuna Maris. All’epoca del ritrovamento, a Ravenna mancava uno spazio adeguato per accoglierla e quindi è stata inserita in un padiglione di palazzo Bellini, di fianco all’ex carcere, dove si trova tuttora, in un controscafo in attesa di esser restaurata, la nostra nave scoperta da Antonio Felletti Virgili nel 1981».
Per Gelli è da cogliere con favore la notizia del trasferimento a Ravenna della nave di Teodorico, in quanto occupa uno spazio considerevole nel padiglione in cui ha trovato “dimora” la nave romana di Comacchio. «Dopo le nostre richieste di accesso agli atti – conclude Gelli –, si è appreso che i lavori di restauro della Fortuna Maris sono stati appaltati dalla Soprintendenza, ma i tempi sono lunghi. Nel frattempo, la nave potrà essere trasferita, dato che il Comune e la Soprintendenza hanno fatto sapere di voler rendere il cantiere di restauro visibile al pubblico». Il ritorno a casa della nave di Teodorico comporterà lo svuotamento di uno spazio nel padiglione che ospita i relitti delle navi romane. I fondi del Pnrr consentiranno a entrambe di tornare a nuova vita.
Katia Romagnoli
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