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«Asfaltate quella via I 500 metri dimenticati della Poderale Belfiore»

Katia Romagnoli
«Asfaltate quella via I 500 metri dimenticati della Poderale Belfiore»

È rimasta l’ultima strada bianca del comune lagunare Un residente: è pericolosa, la Regione ora deve intervenire

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COMACCHIO. È rimasta l’ultima strada bianca del Comune lagunare, ma ora i residenti rivendicano con forza che la Poderale Belfiore, di raccordo tra il ponte di Valle Lepri, la strada provinciale 1 per Ostellato e Volania, venga asfaltata. «Le istituzioni si mettano una mano sul petto e ci vengano incontro – è lo sfogo di Dario Barboni, residente e portavoce a nome di coloro che vivono lungo la poderale – Da un paio di mesi sono stati asfaltati il tratto iniziale e quello finale, ma restano sguarniti, incomprensibilmente, circa 500 metri. Io vivo qui da 30 anni, ma c’è chi da sempre combatte contro buche, dissesti, avvallamenti che si formano alle prime piogge autunnali».

Polvere e fango sono all’ordine del giorno per chi tutti i giorni transita lungo la strada, attorno alla quale non è mai stato chiarito se sia di proprietà privata o pubblica.

Gioca a favore degli abitanti il fatto che il Comune, su richiesta degli stessi, di tanto in tanto ha mandato uomini e mezzi a tamponare buche con l’impiego di stabilizzato. Lo scuolabus, gli autocarri per la raccolta differenziata dei rifiuti servono regolarmente gli abitanti della zona ed è proprio sulla base dei servizi assicurati che Barboni, anche a nome degli altri residenti, solleva perplessità ed interrogativi. «Sinora abbiamo sempre sistemato di tasca nostra le buche, quando non arrivavano gli operai del Comune – spiega Dario Barboni – ma non è giusto. Le risorse per costruire ciclabili ai lidi sono pur state trovate. Possibile che noi residenti dobbiamo mettere a rischio sospensioni delle auto e la nostra incolumità, ogni volta che arriva un temporale, perché la strada non è mai stata asfaltata?».

Per l’ennesima volta, ieri mattina, Barboni si è recato negli uffici comunali, ma in tutta risposta gli è stato suggerito di interpellare il presidente della regione Stefano Bonaccini, dato che l’abitazione in cui vive, faceva parte degli immobili dell’Ente Delta Padano, soppresso nel 1976. Il procrastinarsi di una situazione incomprensibile per i residenti, potrebbe dipendere dalla mancata chiarezza attorno all’ente proprietario della strada. «Sono disposto ad andare a Bologna con i miei vicini di casa, per incontrare il presidente Bonaccini e spiegargli bene la situazione – conclude Barboni –; anzi lo invito a vedere come si scivola tra pozzanghere e avvallamenti. Qui abita pure una giovane disabile, che in inverno è sempre costretta a stare in casa. Non siamo cittadini di serie B».

Katia Romagnoli

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