Bonaccini a Cento: «Promesse mantenute Toselli trattato come tutti gli altri sindaci»
RENAZZO. «Nè Toselli, né nessun altro sindaco di questa regione può dire che non abbiamo trattato tutti alla stessa maniera. Chi ci cerca, ci trova». È dalla piazza gremita di Renazzo che il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, risponde una a una alle accuse lanciate poche ore prima dal leader della Lega Matteo Salvini, intervenuto a Villa Chiarelli. A Renazzo per presentare il libro “Il Paese che vogliamo”, Bonaccini: «Le promesse noi le manteniamo. A Cento sono venuto e tornato tantissime volte in questi anni. Non come qualcuno che si è presentato per la prima volta, e che anche in caso di vittoria, sarebbe tornato a Roma».
Ad accogliere il presidente della Regione, il candidato sindaco del centrosinistra Edoardo Accorsi: «Quando siamo partiti, diversi mesi fa, a credere nel sogno che il centrosinistra potesse governare questa città, eravamo in pochi. Oggi, la realtà è cambiata e siamo in tanti a crederci. Questa piazza ne è la dimostrazione, e il traguardo è vicino. Noi abbiamo voglia di stare tra le persone, di riappropriarci dei luoghi pubblici, e presentare con coraggio le nostre idee, non come Matteo Salvini che ha deciso di chiudersi in una villa».
Accorsi respinge poi al mittente «l’allusione secondo cui, se alcune cose a Cento non funzionano, non è perché l’amministrazione non è stata in grado di realizzarle, ma perché la Regione è amministrata dal centrosinistra che non pone attenzione a quei comuni governati dal centrodestra. È una grande falsità. La Regione ha sempre guardato le comunità allo stesso modo, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini dell’Emilia Romagna. Ricordo i 900mila euro che la Regione aveva destinato a Cento per recuperare l’ex macello, ma inutilizzati. Si vogliono dimenticare i bandi regionali rivolti alle associazioni, le risorse destinate alla ricostruzione post sisma, i 10milioni di euro stanziati dalla Regione per abbattere le barriere architettoniche». Per Cento si spingere sulla Casa della Salute, sulla ciclovia, sull’efficientamento energetico degli edifici pubblici, su un tavolo congiunto col mondo della scuola, con sindacati e imprese». A Bonaccini la chiosa tutta incentrata sulla politica: «Nessun imbarazzo nel governare con Salvini. Si deve pensare ai bene degli italiani. Il governo Draghi deve durare. Una volta sconfitta la pandemia, torneremo a votare e ci divideremo».
Beatrice Barberini
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