Un futuro per le ex elementari Idea cooperativa di comunità
Parte un progetto di rivitalizzazione nell’ambito della strategia Aree Interne Saranno coinvolti gli abitanti del paese per comprendere le loro esigenze
ambrogiO. Il progetto “La cooperazione di comunità per la coesione sociale” è pronto a partire. È stato analizzato nel corso della riunione della commissione consiliare Attività Produttive, a cui hanno partecipato l’assessore Bruna Cirelli, con la responsabile comunale Giulia Minichiello, Secis e Poleis, che si occupano dei servizi di coordinamento, monitoraggio e promozione e di animazione territoriale e comunicazione.
GLI OBIETTIVI
L’introduzione è stata affidata a Caterina Ferri, che, insieme a Silvia Pulvirenti, ha inquadrato il progetto nell’ambito della strategia Aree Interne. Al Comune di Copparo è stato assegnato un finanziamento di 125mila euro, che comprende anche interventi di messa a norma, di ristrutturazione e fornitura arredi per una sede, l’ex scuola di Ambrogio, per un percorso che vuole tuttavia coinvolgere l’intero territorio.
«Le cooperative di comunità – ha spiegato Andrea Zanzini di Appennino l’Hub, incubatore specializzato nello sviluppo di impresa nelle aree interne – hanno il valore di rigenerare fiducia, relazioni e visioni di futuro, di fare impresa a partire dalle aspirazioni della comunità e di ricreare luoghi, servizi e attività commerciali con un occhio di riguardo per l’innovazione, con quel tanto di tradizione che serve, e per la cooperazione tra abitanti, con altre realtà del territorio e con il mondo».
Tra gli esempi, quello di un antico forno a San Leo, in Valmarecchia: aveva chiuso nel 2018, dopo tre generazioni, e ha riaperto nel 2021 attraverso una cooperativa di 70 soci, su 100 abitanti, con 5 dipendenti. Sulla stessa linea pure la riattivazione dell’ecopark di Casteldelci.
L’ITER PARTECIPATIVO
Filippo Ozzola ha illustrato la parte partecipativa del progetto copparese, che precede quella sostitutiva e che è affidata a Poleis. L’iter si articolerà in diverse fasi in un periodo di circa sei mesi, di qui alla prossima primavera.
Si inizierà con una fase di scouting attraverso prima una condivisione interna, per cogliere indicazioni, obiettivi e una iniziale mappatura dei bisogni, quindi avrà luogo una lettura dei bisogni, attivando tavoli di ascolto e incontro rivolti a target specifici rispetto ai temi a cui potrà guardare la cooperativa. Di seguito è prevista la restituzione mediante un documento delle attività da sviluppare.
Una ulteriore fase scenderà nella progettazione vera e propria dei servizi, a partire da sopralluoghi, aperti alla comunità, nella sede individuata per la cooperativa e da laboratori di coprogettazione: tavoli periodici individueranno, in base ai bisogni, agli spazi e alle disponibilità, gli elementi di partenza per poi arrivare a un business plan e dare vita a un’esperienza di cooperazione.
Importante sarà la comunicazione e la promozione, fondamentale per un simile modello partecipativo.
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