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GORO 

Caso centrale biogas Il Comune non risarcirà per il progetto saltato

Davide Bonesi

Nel 2014 saltò l’accordo con Energenesi tre giorni dopo il sì Il Consiglio di Stato ha bocciato la richiesta di rimborso

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Davide Bonesi

GORO. Era il 2014, dopo una prima approvazione, il Comune di Goro dovette annullare il progetto di impianto biogas precedentemente approvato a cura della ditta Energenesi ambiente srl. Un dietrofront causato dal fatto che la maggior parte delle cooperative locali dissero no alla consegna delle alghe da smaltire, che stavano alla base del progetto di centrale. Le cose ovviamente non sono finite lì, perché Energenesi ha fatto ricorso al Tar, chiedendo i danni al Comune di Goro, pur considerando il fatto che l’autorizzazione finale spettava comunque alla Provincia. Il giudice di primo grado ha dato ragione all’azienda, motivando che l’ente poteva tirarsi indietro ma doveva riconoscere un risarcimento per i costi sostenuti nella progettazione. Peccato che nel frattempo, Energenesi al Comune e alle cooperative aveva presentato una richiesta esorbitante di risarcimento, ovvero oltre 570mila euro all’ente e 7.345.000 euro da suddividere fra le coop.

RICORSO VINTO

Il Comune di Goro nei mesi scorsi ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, contro Energenesi ma anche nei confronti della Provincia e delle cooperative Rosa dei venti e Copego. L’avvocato Cristiana Carpani ha motivato tale ricorso, spiegando come alla base dell’accordo ci fossero alcune condizioni necessarie allo sviluppo del progetto, e bastava che una sola di queste venisse a mancare per farlo saltare. Accordo regolarmente firmato dai responsabili di Energenesi e deliberato dal consiglio comunale gorese il 13 febbraio 2014. Ebbene, dopo tre soli giorni dalla firma, come detto, gran parte delle cooperative aderenti rinunciarono, facendo venire meno il conferimento minimo di macro alghe marine per 9.800 tonnellate all’anno. La bocciatura ufficiale avvenne nella Conferenza dei servizi del 9 aprile 2014, con mancato rilascio dell’autorizzazione alla ditta. Come precisato nel ricorso, “il mancato verificarsi di tale condizione, ben nota a Energenesi, avrebbe comportato la decadenza dell’interesse pubblico riconosciuto dal consiglio comunale”. Ecco perché il Comune si è sorpreso della richiesta di risarcimento da parte della ditta, considerando che lo stop al progetto è arrivato per il “no” congiunto delle coop locali.

Alla fine, dunque, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Carpani, sospendendo l’esecutività della sentenza impugnata: «Era necessario spiegare i fatti nel dettaglio - ci dice il legale del Comune -, quando le coop con un atto scritto hanno fatto marcia indietro per il Comune è stato necessario fermare il progetto. Ora, anche in considerazione del fatto che Energenesi aveva pagato la progettazione prima ancora di presentare domanda, abbiamo presentato appello facendo leva su questo fatto e ora la sentenza è definitiva».

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