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Nell’ex chiesa la “casa” della stilista Liberatore «Ispirata da affreschi»

S.C.
Nell’ex chiesa la “casa” della stilista Liberatore «Ispirata da affreschi»

San Michele acquistata dalla creatrice di moda romana Ospiterà anche una permanente del padre scultore Bruno 

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L’ex chiesa di San Michele, una delle più antiche come fondazione della città, diventa un atelier d’arte e moda. A darle questa nuova vita è una stilista romana tra le più quotate tra le nuove leve, Francesca Liberatore, che si è tra l’altro ispirata agli affreschi contenuti nell’edificio per le proprie recenti creazioni. L’annuncio è arrivato ieri nel corso della presentazione, al cinema Odeon di Milano, della collezione primavera-estate 2022 del marchio, giocata nel mix tra moda e arte, appunto, grazie ad ologrammi e video. L’ispirazione per i modelli, ha raccontato la stessa Francesca, nasce appunto dalla chiesa di San Michele che la famiglia Liberatore ha acquistato per «creare una fondazione che ospiterà una permanente del padre Bruno, che è uno scultore, e i lavori» della stilista. Dagli affreschi è nata l’idea base della collezione, con immagini di leoni, aquile e tori, per concludere con quella dello stesso San Michele. Le immagini della chiesa sono state proiettate sullo schermo cinematografico mentre le modelle sfilavano.

L’ex chiesa era stata messa in vendita nel 2019 dalla famiglia Piella, con un annuncio di un’agenzia immobiliare: “In zona centralissima di Ferrara vendesi chiesa adattissima a ogni possibile trasformazione”, in quanto sconsacrata dal 1932. Dal 1980 fu laboratorio di restauro che però non è sopravvissuto al cambio generazionale. Dopo qualche utilizzo da mercatini Ail e Ado, i proprietari decisero appunto di metterla in vendita, auspicando peraltro che potesse diventare un luogo di cultura. Non ci sono peraltro vincoli particolari per la destinazione d’uso, in quanto a suo tempo la Sovrintendenza aveva solo negato la trasformazione in autorimessa e obbligando l’apertura della parte centrale per lasciare libero uno degli affreschi. Si tratta di opere fatte realizzare dalla famiglia Canani, che dal 1561 al 1767 ottenne in jus patronato la chiesa, abbellendone il soffitto con affreschi raffiguranti San Michele e gli evangelisti; alla metà del XVII secolo fu dipinto il San Michele nella nicchia sopra l’ingresso. L’edificazione risale al X secolo, la ricostruzione che vediamo ancora oggi al 1479.

S.C.

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