Terza dose al personale sanitario, l'Iss: "Nessun rinvio, richiamo per tutti"
Lo ha affermato il presidente dell'Istituto, Brusaferro. Intanto la pandemia rallenta ancora, monitoraggio assiduo sulle scuole
FERRARA. ROMA. Per la terza dose di vaccino Covid «non sono previsti rinvii per gli operatori sanitari». Non lascia spazio a dubbi o interpretazioni Silvio Brusaferro, portavoce del Comitato tecnico scientifico e presidente dell’Istituto superiore di sanità. «Nel costante perseguimento di un’ottica di massima precauzione - chiarisce con una nota - la somministrazione di un ulteriore dose di vaccino viene indicata progressivamente per gli ultraottantenni, i residenti nelle Rsa, persone ultrafragili e operatori sanitari a partire da quelli più a rischio».
LE MISURE IN CANTIERE
In agenda nelle prossime ore le decisioni sulla riduzione della quarantena nelle scuole, che potrebbe riguardare solo il compagno di banco in caso di positività, e sull’aumento della capienza per gli eventi e gli spettacoli. Stadi, cinema e teatri potrebbero presto tornare (quasi) pieni. Prorogata al 30 novembre 2021 la validità e la possibilità di rilascio delle certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-Covid.
IL CONTAGIO RALLENTA
Intanto i dati del contagio «sono in calo in tutte le fasce di età», sottolinea il presidente dell’Istituto superiore di sanità. Un trend che vale pure per i ragazzi anche se c’è un eccezione, ovvero la fascia 0-9 anni dove la tendenza è «stabile». A confermare la tendenza, anche i dati sul contagio nelle ultime 24 ore. I nuovi casi sono stati 3.099, 426 in meno rispetto a sabato, 44 i decessi. Il tasso di positività è all’1,1 per cento.
RIFLETTORI SULLA SCUOLA
Numeri incoraggianti, anche a due settimane dalla ripresa delle scuole in presenza. «È presto per vedere un eventuale effetto sui dati epidemiologici. Per ora la situazione è buona», sottolinea Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, mettendo in luce come sulle scuole si stia «lavorando molto» con un monitoraggio «assiduo». E per lo screening negli istituti la prassi diventerà quella dei test salivari molecolari. Uno strumento che può essere considerato un’alternativa ai tamponi oro/nasofaringei in individui fragili con scarsa capacità di collaborazione (ad esempio anziani in Rsa, disabili, persone con disturbi autistici), e nell’ambito di attività di screening nei bambini. la terza dose«Per la terza dose a tutti si deciderà in base all’andamento della curva epidemica e alla durata dell’immunità sia naturale sia acquisita col vaccino», precisa Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia del farmaco. «Gli studi stanno dimostrando che dopo sei mesi si assiste a un calo della risposta anticorpale e alla possibilità di infettarsi - aggiunge - ma gli attuali vaccini sono ancora efficacissimi nel proteggerci dal Covid grave e dall’evento letale».
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