Germania, il dopo voto rafforza il ruolo di Draghi Macke: Italia più forte
Il Giornalista tedesco vive anche a Ferrara
Carl Wilhelm Macke è nato nel 1950 a Cloppenburg in Bassa Sassonia nel nord-ovest della Germania. Oggi vive a Monaco di Baviera e il più possibile anche a Ferrara.
Lavora come scrittore e giornalista. È segretario generale della rete globale “Giornalisti aiutano Giornalisti” (www. journalistenhelfen. org) in zone di guerra e di crisi, e curatore dell’antologia “Bologna e l’Emilia Romagna”, Berlino, 2019. È amante di Ferrara, della pianura e del Delta.
L’osservatorio
Da osservatore direttamente interessato, commenta i risultati elettorali in Germania con uno sguardo ai risvolti anche per l’Europa e l’Italia.
«Ad inizio di campagna elettorale – spiega Macke che in questo periodo è a Ferrara aspettando anche il festival di Internazionale – nessuno avrebbe scommesso un euro sul partito socialdemocratico con un leader non di grande spessore, sembrava irrealizzabile che potesse diventare cancelliere. Ma durante la campagna elettorale, settimana dopo settimana, i socialdemocratici e lo stesso Scholz hanno preso più simpatia e interesse al pubblico. Questo anche perché gli avversari del Cdu erano più deboli, come candidato tra l’altroavevano Laschet è poco amato anche all’interno dello partito, per aver fatto tanti errori. Si deve sottolineare che la vittoria del partito socialdemocratico, deriva molto per la debolezza del centrodestra. Scholz è un uomo di sinistra molto moderato e esperto delle finanza, evidentemente ha dato più sicurezza al ceto moderato fra questo anche una buona fetta dell’elettorato storico del partito di Kohl e Merkel».
La nuova maggioranza
Ora si apre la difficile fase di comporre una maggioranza.
«È difficile governare, adesso, – dichiara ancora il giornalista tedesco che vive anche a Ferrara – perché i partiti centrali chiave sono i verdi e i liberali, ago della bilancia, non si può fare alcuna coalizione senza di loro e sono partiti molto diversi. I neoliberali e i verdi sono molto in contrapposizione soprattutto nella questione ambientale ed anche sulla regime della pandemia ancora in corso. I liberali flirtano ognitanto con il popolo No-Vax, mentre i Verdi fanno parte di una posizione più duro e coerente come rappresenta il governo Draghi in Italia».
Italia più forte
«La Germania esce indebolita sul piano europeo - dice Macke - e forse questa è una possibilità per Draghi e l’Italia di avere maggior peso decisionale. Manca un vero leader tedesco, a cominciare da Scholz, né tantomeno Laschet. La sinistra storica è scomparsa in pratica dal radar, mentre l’estrema destra resta molto forti nell’ex Germania dell’Est, i sovranisti non hanno perso terreno in quei territori, accentuando al spaccatura tra le vecchie due Germania. I vecchi partiti devono trovare un accoro con i verdi».
«Si preannuncia - conclude la sua analisi Macke - una coalizione a semaforo: rosso (Spd), giallo (neoliberali) e verde (i verdi appunto). Intanto fino forse a Natale dovremo avere anche Angela Merkel come cancelliere. Poi vedremo. Un voto che comunque nonostante tutto resta in chiave europeista».
Gian Pietro Zerbini
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