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VERSO IL VOTO/2 

L’impegno di Yousra «Mi candido in consiglio per fare la mia parte»

Beatrice Barberini
L’impegno di Yousra «Mi candido in consiglio per fare la mia parte»

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CENTO. È tra le più giovani dei candidati per il consiglio, ha 22 anni, è nata a Cento da genitori di origini marocchine. È Yousra El Kholti, nella lista Attiva a sostegno di Edoardo Accorsi. Una scelta, spiega, «partita da un confronto all’interno del Centro culturale per la convivenza, che fin dalla sua apertura, desiderava aver qualcuno che potesse rappresentarlo a livello comunale». Poi, aggiunge: «Allo stesso tempo, ho maturato la consapevolezza e la voglia di mettermi in gioco, per restituire alla città quel valore che aveva dieci anni fa. I giovani non sono più valorizzati, non ci sono eventi, o occasioni che li valorizzassero». Dopo l’incontro con Accorsi e la lista Attiva ha deciso di mettersi in gioco e a disposizione dei centesi.

«In particolare - dice -, voglio farmi portavoce della comunità mussulmana, che si è trovata ad operare dentro a quattro mura, ma con gran voglia di fare attività ed eventi nel cuore della città, delle sue donne troppo spesso viste come passive, e dei giovani mussulmani, che hanno gran voglia di fare, operare, e di realizzare iniziative». Da centese e come responsabile della sezione giovanile all’interno del direttivo del Centro Culturale, Yousra, vuole essere un esempio, emblema di inclusione e di integrazione: «C’è il tema a me caro della riqualificazione urbana, del green, ma come ragazza di origini straniere, nata e cresciuta a Cento, da candidata al consiglio comunale, mi faccio promotrice di un percorso, che sia fatto di tanti eventi e iniziative volte a promuovere l’incontro e la conoscenza reciproca tra culture e religioni diverse. È proprio per andare a rompere quegli stereotipi, quei pregiudizi che molti hanno nei confronti della comunità mussulmana, per favorire l’integrazione e gli scambi culturali che promuoverei tavoli tematici, corsi, eventi, il ritorno della festa multiculturale, un caffé o uno spazio dove ci si possa incontrare, parlare, confrontarsi e conoscersi».

Beatrice Barberini

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