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comacchio - in consiglio 

La minoranza chiede di poter intervenire

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Comacchio. «Il Comune di Comacchio, somiglia sempre più alla sede di una società per azioni e la giunta ad un consiglio d’amministrazione». A puntare il dito è il capogruppo di Per Fare Alberto Righetti, anche alla luce del consiglio comunale di ieri sera. «Il consiglio comunale è diventato una scatola vuota - denuncia Righetti -. Per mesi rigorosamente a distanza ci siamo battuti per esprimere idee, opinioni, bisogni, segnalazioni che da fuori ci sono pervenute: Le risposte erano sempre le stesse, quasi un’eco: respinto!».

Per i membri del gruppo di minoranza, «a questa amministrazione non piace avere un dibattito, non accetta punti di vista diversi, ma noi siamo stati eletti per operare e lavorare seriamente, per controllare e portare nuove proposte, non per stare zitti e buoni sullo sgabello di casa».

La minoranza ha presentato degli emendamenti «perché la democrazia rimanga, perché il dibattito continui, Comacchio merita un consiglio comunale serio, attivo, aperto e democratico e magari prima o poi in presenza. Cancellare dal regolamento la possibilità di intervenire, proporre idee, è sconcertante e grave». Infine, «la parte tecnica ha già dato parere favorevole a tutti i nostri emendamenti che dimostrano come le modifiche fatte a porte chiuse dal presidente del consiglio risultino in palese contrasto con le norme dello stato della legge del Tuel».

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