Scuola, pochi spazi e niente palestra Protesta dei genitori
Organizzata sabato una manifestazione davanti all’Isit «Vogliamo sapere e capire i motivi di certe scelte»
CENTO. Davanti all’Isit Bassi Burgatti di Cento sabato la protesta dei genitori contro la mancanza di spazi scolastici e la decisione della Provincia di negare ai ragazzi dell’istituto centese l’utilizzo della nuova palestra. E, al contempo, prosegue la raccolta firme per sensibilizzare i genitori, i docenti e i cittadini su questi problemi. Il Comitato genitori, promotore della manifestazione, ha scritto ai genitori per informarli e invitarli sabato a partire dalle 10.30 a partecipare.
La principale criticità riguarda la mancanza di aule: «L’Isit, nelle sue tre articolazioni settore scientifico, tecnologico ed economico, nell’anno 2021.2022 si compone di ben 71 classi. La disponibilità della scuola è di 58 aule, che unitamente ai laboratori e ad un complicato sistema di turnazioni, permettono appena di garantire ai ragazzi di avere gli spazi essenziali per lavorare. Questo significa che se dovesse venire a mancare un’aula la preside sarebbe costretta a mandare a casa gli studenti. Il paradosso è che nel retro dell’istituto è presente una succursale in cui parte delle aule sono state destinate a un’altra scuola, il liceo Cevolani, che però non le utilizza del tutto: alcune di esse, infatti, rimangono vuote perché ogni classe ha già la propria aula dedicata nelle altre sedi del Liceo».
le palestre
Altra criticità è l’uso degli impianti sportivi: «La nuova palestra, ubicata accanto al plesso e tanto attesa dai ragazzi dell’Isit, è stata totalmente destinata alle scuole Taddia, costringendo più di 800 alunni dell’Isit a spostarsi nella palestra esterna della Giovannina. Anche qui ci si chiede alla Provincia il motivo di questa scelta. Dovendo comunque far spostare gli alunni dell’Iis Taddia, in quanto priva di palestra, non era più logico prevedere da subito lo spostamento degli studenti delle Taddia presso la Giovannina, considerando che il tratto da percorrere è pressoché identico rispetto a quello per arrivare all’Isit?».
Il Comitato genitori richiama il tema dell’emergenza sanitaria ancora in atto: «La compresenza di alunni di più scuole in un unico edificio, rende l’aspetto della sicurezza e della tracciabilità in caso di contagio esponenzialmente più problematica. La dirigente dell’istituto ha ovviamente già da mesi interessato tutti gli organi preposti per trovare una soluzione, principalmente la Provincia, competente per gli spazi scolastici, ma ha ottenuto solo risposte negative».
A sua volta, anche il Comitato genitori dell’Isit ha inviato richiesta di chiarimenti alla Provincia il 20 luglio, ma «la risposta, ricevuta dopo due mesi, il 21 settembre, non dà soluzioni concrete e soddisfacenti, ma solo blande aperture alla possibilità di riparlare dell’argomento. L’impressione è che, l’Isit Bassi Burgatti, che con i sui 1700 studenti è il polo scolastico più grande del territorio centese, sia stato fortemente penalizzato rispetto agli altri istituti».
Il Comitato genitori riferisce di «avere comunque intenzione di mettere in atto tutte le azioni possibili per porre rimedio alla situazione». Il primo passo sarà l’invio di una lettera all’Ufficio scolastico regionale per «chiedere urgentemente la convocazione di una conferenza di servizio per discutere della problematica tra tutti gli attori coinvolti».
Beatrice Barberini
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