Campagna elettorale all’ultimo sprint I candidati sindaco lanciano gli appelli
Oltre 700 persone hanno assistito l’altra sera al palasport al dibattito a cinque. Sfida corretta all’insegna dei progetti
CENTO. Completare la ricostruzione post sisma di teatro, municipio e biblioteca. Sollecitare la realizzazione dell’autostrada Cispadana perché possa essere motore di sviluppo del tessuto economico e di crescita per frazioni e capoluogo, sollevando la viabilità locale dal traffico pesante. Ma anche un piano ricco di eventi culturali, uniti a corsi universitari e formazione che sbarcano in città, con l’obiettivo di sostenere il commercio in centro storico, promuovere il turismo e lo sviluppo complessivo del territorio.
In un palasport gremito da oltre 700 persone, si è svolta “La Grande Sfida”, il confronto promosso dal Circolo Culturale Club Embora, editore de l’Accento e Radiocento, tra i 5 candidati alla carica di sindaco di Cento. Moderati da Giuseppe Roversi, gli aspiranti primi cittadini Edoardo Accorsi (Attiva, Cento SiCura, Pd), Tiziana Balboni (Noi Che), Fabrizio Toselli (Avanti Cento, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia), Marco Pettazzoni (Orgoglio Centese, Libertà per Cento) e Ftavio Tuzet (RisorgiCento) si sono confrontati su altrettanti temi, come gli interventi a sostegno del centro storico in difficoltà, il rapporto tra capoluogo e frazioni, misure per sostenere l’impresa e l’occupazione, lavori pubblici e ricostruzione, ma anche la propria visione di Cento nel futuro, tra 20 anni.
i temi condivisi
Promossi da tutti i candidati, tra gli applausi degli aspiranti consiglieri e dei sostenitori, diversi progetti e interventi da realizzare nel breve e nel lungo periodo.
Priorità alla sburocratizzazione e semplificazione degli iter, poi una revisione della macchina comunale, massima attenzione al lavoro e al futuro di Vm, nuovi investimenti che arriveranno con il Pnrr, nuovi presidi sanitari territoriali, più pulizia e decoro negli arredi urbani, una rete di piste ciclabili che colleghino Cento alle vie cicloturistiche d’Europa, ma anche un ruolo di primo piano alle consulte, alla riqualificazione urbana e pari dignità ed equilibrio di interventi tra capoluogo e frazioni.
le voci dei candidati
In vista delle urne di domenica e lunedì, occasione imperdibile per i candidati per lanciare un appello al voto.
«Mi candido a sindaco – ha detto Accorsi – perché non mi va di vedere la nostra città perdere altre occasioni, di crescita, di lavoro, e per vivere meglio. La mia squadra ha l’energia giusta. Vi chiedo fiducia per fare di Cento un territorio più sicuro, bello, dinamico, dove nessuno sia lasciato indietro o si senta solo. Servirà un sindaco che non perda tempo, che ascolti e che metta in pratica. Ci vorranno idee, energie e progetti per utilizzare le risorse che arriveranno da Regione, governo e Unione Europea. In questi 5 anni credo che la città abbia dormito sogni senza sogni. Noi invece siamo sognatori, ma con la concretezza di voler costruire un futuro diverso».
Balboni dal canto suo chiede «fiducia a città e frazioni per la mia determinazione e l’esperienza, per la mia lista civica che non ha fatto nessun patto elettorale con partiti o altre liste. Chiedo il voto in nome della trasparenza e onestà, e non perché sono donna, ma perché sono anche donna».
Ringraziando la squadra, Pettazzoni dice: «Abbiamo mentalità battagliera. Eravamo persone di partito, ma oggi non lo siamo più perché abbiamo scelto Cento. Abbiamo fatto prevalere il cuore, le ragioni del territorio, piuttosto le imposizioni arrivate da Ferrara, a cui abbiamo detto di no. Mi candidato in nome della coerenza, della trasparenza, dell’orgoglio e della libertà, in nome della concretezza e dell’esperienza maturata in Regione».
Da Toselli prima di tutto un appello ad andare a votare, come «segno di democrazia e di partecipazione. Ci siamo presentati perché riteniamo che oggi la continuità progettuale sia una grande valore. Come accaduto negli ultimi 24 anni, Cento non deve ricominciare da zero. Oggi abbiamo una nuova squadra, nuove idee e competenze, e la consapevolezza di dover mettere mano alla macchina comunale per fare interventi, per fare in modo che dai 20 km/h si passi ai 100, e che la politica torni a comandare sulla parte amministrativa».
Tuzet invece ha puntato non solo sulla sua precedente esperienza da sindaco, ma anche sul gruppo «formato da persone che hanno conoscenza dell’amministrazione, e lontane dalle ideologie e dai partiti. Ho imparato che fanno solo danni, che sono interessati solo a vincere e comandare, e non al bene dei cittadini. Se entreremo in Comune, cercheremo di non faremo debiti, di fare l’interesse della comunità».
Beatrice Barberini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
