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cronaca

Inchiesta su Lodi, il sindaco di Ferrara: "E adesso indagate anche me"

Fabbri: tutto è sorto da un esposto presentato in procura dal Pd, noi abbiamo agito d'urgenza per sgomberare il campo nomadi


01 ottobre 2021


FERRARA. "E adesso indagate anche me", afferma il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, all'indomani della notizia dell'iscrizione sul registro degli indagati del suo vice, Nicola Lodi, sotto accusa per abuso di ufficio e usurpazione per le modalità con cui vennero svolte, due anni fa, le operazioni per lo sgombero del campo nomadi di via Delle Bonifiche.

“Esprimo piena solidarietà al vicesindaco di Ferrara e completa fiducia nella magistratura - scrive Fabbri - E aggiungo: indagate anche me. Indagatemi per aver chiuso un campo nomadi di Ferrara che era diventato una centrale operativa del crimine. Indagatemi per aver guidato e sostenuto l’azione della Giunta che, in pochi mesi, ha risolto un problema che, da anni, pesava sulle famiglie ferraresi e per aver ridato dignità a persone che vivevano in condizioni disumane".

Il Pd aveva presentato un esposto in procura chiedendo di fare chiarezza su alcuni aspetto dello sgombero. "Trovo assurdo e vergognoso questo modo di fare politica del Pd - attacca Fabbri - e mi dispiace che la magistratura, a causa di un esposto chiaramente politico, sia  costretta a utilizzare il proprio tempo prezioso per situazioni come queste”.

In realtà al centro dell'indagine - in cui la magistratura ha comunque ritenuto opportuno aprire un fascicolo, rilevando ipotesi di reato - non c'è la chiusura del campo nomadi, ma le modalità con cui è stata scelta la ditta incaricata dello sgombero, e il mancato rispetto della gerarchia e delle procedure del codice degli appalti.

 “Nel completare lo sgombero del campo di via delle Bonifiche abbiamo rispettato le esigenze di urgenza che erano evidenti e necessarie e nemmeno per un centesimo questo ha pesato sulle casse comunali - prosegue Fabbri - Eppure il vicesindaco si ritrova indagato, a causa di un esposto fatto nella speranza di infangare i nostri risultati. Tutto mentre per anni le amministrazioni a guida Pd che hanno governato Ferrara hanno lasciato agire indisturbata una base del crimine organizzato (in via delle Bonifiche nel 2018 vennero arrestate 10 persone con 37 capi di imputazione)  a spese dei cittadini che per quel campo pagavano utenze e servizi, hanno tenuto in condizioni assurde persone fragili come bambini e disabili alloggiandoli sotto un traliccio dell’alta tensione e hanno lasciato l’area in un totale degrado igienico che ha reso addirittura pericolosa la situazione in termini di salute”,

“Questa vicenda surreale rende ancora più chiaro chi ha a cuore il bene dei cittadini e chi, a corto di argomenti e a caccia di visibilità, preferisce colpirci in questo modo piuttosto che portare temi politici e sfidarci in modo democratico con il voto – continua -. Il progetto della chiusura del campo nomadi di Ferrara è stato presentato come esempio virtuoso alla Commissione per i diritti umani del Senato  dall’’Associazione “21 luglio”  che ha messo in evidenza le pratiche virtuose di otto città italiane, tra le quali Ferrara, che hanno superato i campi “integrando le persone e rispettandone la dignità” ed è stato citato positivamente anche sul periodico l’Avvenire. E questo perché si trattò di una operazione svolta nel totale rispetto dei diritti e delle fragilità di chi vi alloggiava e seguendo le linee guida nazionali e regionali per la chiusura e il superamento del concetto di ‘campi nomadi’ che tanti danni ha fatto e che si è dimostrato fallimentare in tutte le sue forme e in tutto il Paese”.

E conclude: “Rivendichiamo quindi come un grande risultato quello che abbiamo ottenuto con la fatica e con l’impegno di tanti, un risultato che ha permesso a Ferrara di liberarsi di un pericolo e di un peso economico garantendo alle famiglie che abitavano nel campo una vita migliore. Il Pd dovrebbe fare un bagno di umiltà e ringraziarci invece di tentare attacchi strumentali, che nulla hanno a che vedere con il confronto su idee e contenuti politici”.

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