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Operazione cargobull 

La banda rubava camion in autostrada

Giovanna Corrieri
La banda rubava camion in autostrada

Arrestati due camionisti, la Polizia stradale ha scoperto l’organizzazione partendo da un capannone di San Martino

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Era una banda specializzata in furti su commissione di camion, rimorchi e semirimorchi e le indagini della Polizia stradale di Ferrara hanno portato all’arresto, per furto e riciclaggio, di due autotrasportatori italiani 50enni.

Tutto è nato lo scorso fine gennaio quando una pattuglia della Polstrada di Ferrara nota i movimenti sospetti di un semirimorchio frigorifero in un capannone di San Martino: dagli accertamenti è emerso subito poi che sul mezzo, rubato a Cesena la sera prima del ritrovamento, erano iniziate le operazioni per occultare la provenienza illecita del semirimorchio.

Pronto per il clone

Un mezzo destinato a diventare il clone (dopo modifica di targa e telaio) di un identico rimorchio incidentato e già presente infatti nel capannone stesso (ritrovati sul posto strumenti ad hoc come solventi e raschietti). Un episodio che ha innescato gli arresti e le indagini che poi sono seguite. In manette un camionista della provincia di Napoli in carcere a Salerno, l’altro, della provincia di Bologna, agli arresti domiciliari. Le indagini sono state svolte dalla Polstrada coordinata dal pm Alberto Savino con intercettazioni telefoniche, appostamenti, pedinamenti che hanno permesso agli ispettori di scoprire i furti organizzati su commissione non solo in Emilia Romagna da parte di diversi soggetti interessati al furto di camion, rimorchi e semirimorchi, ma anche al loro contenuto. Tant’è, ricostruiscono il dirigente della Polstrada Marco Coralli e l’ispettore Fabio Zaccarini, che l’autore del furto di Cesena, dopo circa un mese di pedinamenti, è stato arrestato poco dopo aver rubato un altro semirimorchio carico di acciaio (valore della merce superiore a 50mila euro) nei pressi del casello di Rolo, nella provincia di Reggio Emilia. E fatto inquietante, in questo mezzo sono stati ritrovati anche alcuni proiettili di pistola. Durante le indagini sono stati evidenziati altri precedenti a carico dei due camionisti, raggiunti giorni fa da un ordine di custodia che li ha portati all’arresto. Ora però, dopo questi atti, la competenza passa ora alla procura di Forlì – ha spiegato Coralli – perché il primo furto è avvenuto a Cesena.

I telefoni parlano

Determinante per le indagini, oltre le intercettazioni telefoniche, filmati delle telecamere dell’azienda di Cesena e dell’autostrada e pedinamenti, è stato l’esame dei telefoni sequestrati, ha sottolineato Zaccarini: la copia forense di questi telefoni ha permesso di scoprire infatti le relazioni fra le persone. Dall’operazione’’Cargobull’’è emerso inoltre che il capannone di San Martino è stato una base occasionale: non si escludono altri colpi messi in atto. Del resto, è il ragionamento degli ispettori, i protagonisti di queste vicende conoscono ed esplorano il territorio, composto spesso di aziende logistiche molto vicine ai caselli.

Giovanna Corrieri

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