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Acqua bene comune Tre anni di lavoro per potenziare l’impianto Palantone

Mirco Peccenini
Acqua bene comune Tre anni di lavoro per potenziare l’impianto Palantone

Presentato ieri l’intervento che vale 18,5 milioni di euro  Saranno posate quattro nuove pompe elettrosommerse  

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SALVATONICA. Se l’acqua è la risorsa del futuro diventa più che mai importante occuparsene in maniera scientifica e tecnologica. L’occasione è arrivata nella presentazione dei lavori all’impianto Palantone, il cuore pulsante del Canale Emiliano Romagnolo.

Un’iniziativa promossa da Cer e Anbi culminata con un’inedita “sbadilata” servita per posare la prima pietra dell’opera, ieri a Salvatonica. Fra gli ospiti il sindaco Simone Saletti, il viceprefetto Pinuccia Niglio, il presidente del Consorzio Cer Nicola Dalmonte, Raffaella Zuccaro (ministero Politiche agricole), e Federica Rossi (ricercatrice del Cern). Francesco Vincenzi, presidente Anbi, parla di sostenibilità («una sfida che non possiamo vincere per decreto e sanzioni»), del ruolo dei consorzi e di invasi, che sono un valore aggiunto «perché solo il 10% delle acque vengono trattenute, il resto viene disperso».

Un assist per l’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi: «Puntiamo su innovazione e ricerca. Produzione di cibo, salute e sanità, conoscenza devono essere le priorità. La capacità di competere dipenderà da questi fattori. Occorre anche capacità di fare investimenti, in tecnologie e invasi. Dobbiamo mantenere l’acqua quando c’è e restituirla quando serve», spiega Mammi.

PO UGUALE TORRENTE

Citato il dato di una stagione siccitosa che, per effetto dei cambiamenti climatici, vede l’Emilia Romagna arida quanto Israele. Meuccio Berselli (Autorità di bacino distrettuale del Po) dice che il «grande fiume non è più pluricursale come in passato, ma sempre più di tipo torrentizio. Gli intervisti previsti dal Pnrr porteranno dei risultati, ci auguriamo, entro 8-10 anni. Va instaurato un dialogo con i grandi player dell’idroelettrico, per fronteggiare i 70 giorni siccitosi degli ultimi anni ed estati ormai tropicali», che gravano soprattutto sull’agricoltura, che utilizza il 75% dell’acqua.

Il 1º gennaio 2022 entrerà in vigore la normativa europea sul deflusso ecologico minimo vitale. «Il Cer – ricorda Dalmonte – ha prelevato finora più di 300 milioni di metri cubi di acqua dal fiume a causa della siccità». Paolo Mannini e Marco Menetti entrano nel merito dell’intervento al Palantone: i gruppi di sollevamento delle acque (Ansaldo San Giorgio e Riva Calzoni) verranno affiancati da 4 nuove pompe elettrosommerse, ciascuna in grado di rifornire quattro volte la città di Bologna. L’importo dei lavori (che dureranno tre anni) è di 18,5 milioni di euro.

Mirco Peccenini

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