L’ira dei cittadini: «Siamo il supermarket della droga»
Giardini ritrovo di trafficanti di droga, aree abbandonate al degrado, panchine usate come discariche L’appello al questore: ci ascolti
Marcello Pulidori
Spaccio, problemi di ordine igienico-sanitario, delinquenza, minacce a chi tenta di far rispettare la legge. Sono ormai centinaia e centinaia, molti di loro disperati, e si arrangiano come possono per sopravvivere in un pezzo di paese che definire problematico è un eufemismo. La “Ponte” vecchia, come la chiamano i suoi residenti, la parte di Pontelagoscuro più vicina all’argine del Po e al Veneto (e anche ai loro rispettivi traffici) è al colmo della sopportazione. Le segnalazioni sui guai si succedono al ritmo di decine al giorno. In testa alla lista dei punti neri, ancora una volta, c’è la droga.
Anna Ferraresi, consigliere comunale del Gruppo Misto, passa in rassegna alcuni angoli ormai noti (tristemente) a chi vive da queste parti. Con lei c’è Serena Porta una giovane mamma che non ha paura di metterci la faccia: «Qui ormai abbiamo purtroppo fatto l’abitudine anche a persone che dormono all’addiaccio in quello che dovrebbe essere il parchetto di Piazza Monsignor Cavallini. Via Isola Bianca e via Ricostruzione – proseguono Anna Ferraresi e Serena Porta – sono diventati giardini pieni di insidie e sporcizia che assomigliano più a supermarket della droga». Parole agghiaccianti. Soprattutto se si pensa che «molto spesso i clienti di questi spacciatori sono dei ragazzini». E più avanti c’è una strada il cui nome suona come una presa in giro: via del Piacere. Altri residenti, che preferiscono «non rischiare» e chiedono l’anonimato, raccontano di «una convivenza, tra persone perbene e delinquenti, che diventa sempre più difficile», in una frazione, Pontelagoscuro, che sconta già i malanni di quasi tutti i territori di confine. «Venga a vedere – ci introduce Serena – questo, ad esempio, è uno dei buchi dove viene introdotta la droga. Hashish e marijuana sono in pronta consegna, ma non è difficile procurarsi neppure cocaina ed eroina». Un fenomeno, quello dello spaccio, a due passi dalla piazza del paese, che non è difficile documentare, e che le forze dell’ordine cercano di arginare come possono. «Abbiamo segnalato quanto accade sia ai carabinieri che alla polizia locale, ma poco o nulla è cambiato – dice ancora Serena quasi rassegnata – I traffici sono sotto gli occhi di tutti. Basta fare due passi lungo i viali del giardino di Isola Bianca per notare scambi sospetti a qualsiasi ora, anche in pieno giorno. I nascondigli più gettonati si trovano proprio a ridosso dell’argine, vicino al campetto da calcio. E, ultima ma non ultima, l’ombra delle baby gang: «Per superare le recinzioni – concludono Anna Ferraresi e Serena Porta – basta soltanto una discreta agilità. Il viavai è continuo, vediamo persone che scalcavano, per poi riuscire qualche attimo più tardi. E non credo lo facciano per sport. E dire – è l’amara conclusione di Serena – che io, questi nuovi amministratori di Ferrara, li ho anche votati».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
