Don Stefano saluta i fedeli commossi
Il parroco: «Abbiamo vissuto insieme momenti forti» I presenti: è stata una fortuna averti come guida spirituale
CENTO. Tutta la comunità centese ha ringraziato e salutato monsignor Stefano Guizzardi, don nelle parrocchie di San Biagio e San Pietro che ha lasciato per San Giovanni in Monte, una delle due parrocchie del centro storico di Bologna. Oltre 600 le persone che si sono riunite nel parco del Santuario della Madonna della Rocca, per la messa e il ringraziamento rivolto a don Stefano per i 12 anni di vita pastorale vissuti a Cento.
la parole
«Io sono solo espressione di questa comunità, e strumento che l’accompagna verso la salvezza. Una storia che ha avuto come protagonisti monsignor Baviera, don Pietro, don Ivo, don Marcello, don Alfredo, don Ferdinando, don Paolo Rossi, oltre a don Remo ancora operativo a Renazzo, che hanno seminato la parola di Dio, di cui oggi raccogliamo i frutti - ha detto commosso -. Il terremoto ha poi abbattuto muri materiali e psicologici, avviando un processo che oggi è in corso con il vescovo di Bologna, la nascita della zona pastorale. Ringrazio il Signore per aver vissuto insieme a voi esperienze tribolate, come terremoto e pandemia, ma altrettanto innovative per i percorsi che hanno innescato».
La chiesa del resto, «non può che essere unione, comunione al servizio di tutti. Come dice il l’arcivescovo, insieme dobbiamo seminare ogni giorno il Vangelo, che vuol dire gentilezza, gratuità, attenzione, fiducia, disponibilità, quell’amore speciale che Gesù ci ha insegnato e che Dio ci ha affidato». Non a caso, la messa e il saluto, si sono svolti alla Beata Vergine della Rocca: «Il Santuario è luogo di unità, frequentato da fedeli di San Biagio, San Pietro e Penzale, dalle parrocchie del vicariato e non solo. In questo, parco ci siamo ritrovati, dopo il terremoto e con tutte le chiese inagibili, ed è iniziato quel cammino che è diventato zona pastorale di Cento».
grazie ricambiato
Tra gli applausi, don Stefano ha ringraziato tutti i parroci e i padri del Santuario, le autorità civili e militari, la zona pastorale e il presidente Stefano Lovera, padre Vassili e padre Giovanni sacerdote ortodosso del patriarcato romeno in Italia, che celebra la messa nella chiesa di San Giovanni Bosco, il Centro culturale per la convivenza e il Centro culturale pakistano con le rispettive comunità marocchine e pakistane, le suore salesiane e le monache agostiniane, e i consigli pastorali delle parrocchie di San Biagio e San Pietro, il coro e i campanari. E una preghiera per don Paolo Marabini «perché continui con la collaborazione e la corresponsabilità di tutti, quel bel lavoro pastorale che già ha fatto a Cento, cappellano dal 2000 al 2005».
Un grazie ricambiato dal Centro culturale per la convivenza e dalla comunità musulmana di Cento per «il prezioso lavoro svolto insieme, per l’apertura al dialogo interreligioso, l’inestimabile contributo per un obiettivo comunale, l’unione e la fratellanza. Un cammino iniziato insieme che deve continuare». Grazie di cuore anche da padre Giovanni a nome della comunità ortodossa romena per l’accoglienza e per l’amore fraterno dimostrato. Saluto commosso e un grazie sentito dal presidente Lovera a nome di tutta la zona pastorale di Cento, da padre Prospero Rivi a nome del convento dei frati cappuccini, da suor Elide per la “salesianità seminata a Cento”, dai consigli parrocchiali e dalle comunità di San Biagio e San Pietro per «il dono ricevuto da Dio: aver avuto don Stefano tra noi come pastore della parrocchia».
Beatrice Barberini
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