La Nuova Ferrara

Ferrara

la platea 

“Lezioni zero” anti abbandono I fuori corso sono un terzo

A.M.

Progetti di orientamento all’ingresso e piani di sostegno per chi frequenta il primo anno Ma è in crescita la quota di chi si laurea in tempo

2 MINUTI DI LETTURA





Negli ultimi cinque anni la quota di studenti fuori sede è aumentata, e in particolare i ragazzi provenienti da extra regione sono quasi il 70 per cento del totale. Significativa anche la presenza di iscritti stranieri, che si attesta attorno al 4 per cento, ma c’è un altro dato su cui l’Ateneo punta l’attenzione, ed è quello degli studenti fuori corso: «In realtà – sottolinea il professor Riccardo Gavioli, coordinatore dei delegati alla didattica – dalla ultima rilevazione risulta che più del 70 per cento degli iscritti a Unife si laurea in corso con un trend in aumento, considerato che fino al 2016-2017 completava gli studi senza ritardi il 60 per cento degli studenti». Molto dipende anche dal corso frequentato: «In alcune lauree magistrali di Ingegneria, ad esempio, c’è una particolare concentrazione di studenti lavoratori, che al termine della laurea triennale hanno trovato un impiego ma che intanto proseguono gli studi per conseguire il titolo magistrale. Altri studenti lavoratori sono coloro che per arrotondare e contribuire a pagare la retta svolgono occupazioni come portapizza, cameriere o altro, poi in altri casi possono insorgere difficoltà e problemi personali».

Un altro fenomeno tenuto d’occhio, per prevenirlo il più possibile, è quello dell’abbandono degli studi. Gli anni più a rischio sono il primo - durante il quale le matricole possono faticare ad adattarsi al “salto” tra le superiori e il sistema accademico - e il secondo, quando chi ha compiuto una scelta non consona alle proprie attitudini prende definitivamente coscienza dell’errore compiuto.

«Abbiamo messo in campo progetti dedicati sia all’orientamento all’ingresso, per guidare le matricole verso la scelta più giusta per le loro predisposizioni, sia di sostegno per gli studenti del primo anno. Non essendoci sbarramenti rispetto al percorso di studi svolto alla superiori, le matricole rappresentano sempre una platea molto variegata, con conoscenze di base molto differenti tra loro. Da qui è nata la proposta dei “Corsi Zero”, che si tengono in anticipo rispetto all’inizio delle lezioni con l’obiettivo di colmare eventuali lacune e “riallineare” i ragazzi alla partenza».

Da diversi anni inoltre il Ministero dell’Università ha investito risorse nel Piano Lauree Scientifiche (Pls) e in progetti di orientamento e tutorato. In ogni caso, conclude Gavioli, «la pandemia non ha avuto un impatto negativo sull’abbandono, come si poteva temere. Durante il lockdown abbiamo garantito i servizi secondo le regole in vigore, strutturando bene la didattica: lo dicono le performance e le carriere accademiche dei nostri studenti, con indici di progressione molto buoni».

A.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google