Asl, la direttrice Calamai a giudizio per abuso d’ufficio
Nuovo sviluppo per l’inchiesta fiorentina che porta in aula altri otto imputati Nel mirino concorso universitario: avrebbe favorito un cardiochirurgo di Careggi
La fase istruttoria dell’inchiesta giudiziaria fiorentina sulle presunte irregolarità nel concorso universitario di cardiochirurgia che nel 2018 ha visto primeggiare il professor Pierluigi Stefàno per l’incarico di professore associato si è conclusa con il rinvio a giudizio di nove imputati. Il processo inizierà il 1° febbraio 2022 e in aula sarà chiamata anche l’attuale direttrice generale dell’Asl di Ferrara, Monica Calamai, accusata di abuso d’ufficio, all’epoca dei fatti al vertice dell’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, il più grande ospedale di Firenze.
La decisione è stata assunta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze. In aula, tra gli imputati principali, c’è anche il professor Stefàno, al quale è stata assegnata la cattedra contestata, e l’ex rettore di UniFi, Luigi Dei. Il rinvio a giudizio coinvolge altri sei docenti, compresi i tre componenti della commissione che aggiudicò il concorso. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, di abuso d’ufficio e tentata concussione.
Monica Calamai, secondo l’accusa, avrebbe collaborato con alcuni degli imputati per favorire nella corsa alla cattedra Stefàno, direttore di una cardiochirurgia tra le più rinomate d’Italia e chirurgo di fama internazionale. Secondo gli inquirenti della procura di Firenze, i giochi per far vincere il cardiochirurgo sarebbero stati fatti a tavolino, in modo da cucirgli addosso - di fatto - il titolo che gli fu assegnato.
Monica Calamai è stata alla guida dell’azienda ospedaliera di Careggi dal 2013 al 2018. Proprio all’interno di quel periodo ha compiuto i passi decisivi il percorso di unificazione delle due cardiochirurgie, ospedaliera e universitaria, progetto che nel 2016 ottenne il benestare della giunta regionale dopo aver ricevuto l’ok anche dall’ateneo toscano.
La replica del legale
Calamai è accusata di aver favorito in questo percorso il professor Stefàno, agevolandolo in accordo con l’ex rettore Dei nella corsa all’incarico accademico. «Un’ipotesi che noi contestiamo – ribatte l’avvocato della dg, Gaetano Viciconte – l’iter per l’unificazione delle due cardiochirurgie aveva già iniziato a muovere i primi passi prima dell’arrivo di Calamai a Careggi. L’azienda sanitaria promuoveva da tempo l’unificazione delle due cardiochirurgie, un progetto che poi ebbe il via libera anche da parte dell’università e della Regione, che emise un proprio atto nel 2016. Quella riorganizzazione passò quindi il vaglio di altri due livelli». Stefàno oggi è direttore della cardiochirurgia ospedaliero-universitaria.
«Sul concorso universitario – prosegue il legale – l’azienda ospedaliera non ha competenze. Quella procedura viene completamente amministrata dall’ateneo». Contro l’esito del concorso presentò ricorso un altro specialista, ma il Tar lo respinse.
La direttrice generale dell’Asl estense ha a suo carico altri due procedimenti giudiziari, legati ad inchieste giudiziarie su concorsi che non sono ritenuti regolari.
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