Pronto soccorso, una coop fornirà specialisti in prestito
Asl e S. Anna si sono rivolti ad una società bolognese per reclutare il personale Il problema è la carenza di professionisti. Saranno pagati oltre 100 euro l’ora
Specialisti dell’emergenza sanitaria, del pronto soccorso e dell’anestesia arruolati per coprire turni ospedalieri con personale che non rientra nell’elenco dei dipendenti a tempo determinato o indeterminato oppure dei professionisti reclutati con altre forme contrattuali meno vincolate. Il piano di integrazione dei servizi di emergenza/pronto soccorso messo a punto dalle aziende sanitarie, Asl e Sant’Anna, è andato a regime con la scelta di una cooperativa di Granarolo dell’Emilia (Bo) per la fornitura di personale esterno.
Fame di personale
La società si chiama Cmp Global Medical Division e riunisce specialisti di varie discipline selezionati per integrare i turni di strutture e aziende sanitarie a corto di operatori formati. Asl e Sant’Anna (ma il problema non risparmia le altre aziende in tutto il territorio nazionale) da alcuni anni stanno cercando di fronteggiare l’emergenza utilizzando diversi strumenti e tipologie di contratto, ma per alcune funzioni, tra le quali ricadono quelle legate all’emergenza, il compito continua a rivelarsi arduo, al punto che sia l’Asl che il Sant’Anna hanno deciso di rivolgersi ad un soggetto presente sul mercato per accrescere le possibilità di reclutamento di figure oggi carenti negli organici di servizi di primaria importanza. Il testo della delibera fissa anche la tariffa oraria del personale messo a disposizione: 115 euro per gli specialisti di Medicina d’urgenza e 120 euro per gli anestesisti. Il costo dell’operazione congiunta è definito in 214mila euro; l’appalto si esaurisce al raggiungimento di questo tetto di spesa. Il 75% della somma, 160.500 euro, va a sostenere i costi a carico dell’Asl, il resto, 53.500 euro, copre le spese messe a bilancio dal Sant’Anna. La “fame” di personale specializzato compare in molti atti delle due aziende sanitarie locali. Uno degli ultimi risale alla fine di settembre, quando il Sant’Anna ha avviato una procedura per l’assegnazione di incarichi di lavoro autonomo «per lo svolgimento di attività di pronto soccorso presso l’Emergenza-Urgenza dell’ospedale». Un’azione parallela a quella dell’Asl che, il 27 settembre ha nominato i componenti della commissione che valuterà i candidati per l’esezione di turni «di attività assistenziale per le unità operative di Medicina interna e di Medicina di Emergenza-Urgenza-Pronto soccorso».
Il bando fissa, per contratti della durata di 12 mesi, tariffe orarie di 80 euro per medici specializzati, di 480 per turni di sei ore e 960 per turni di dodici ore e di 60 euro/ora per medici non specializzati, di 360 euro per turni di sei ore e 720 per turni di dodici ore.
La situazione a cona
Il pronto soccorso resta un servizio ospedaliero sotto pressione, in particolare a Cona, dove la carenza di personale si è fatta particolarmente sentire assieme agli effetti dell’aumento dell’afflusso di pazienti dal resto della provincia. Diversi professionisti, nell’ultimo anno, sono usciti complicando un quadro che ha risentito in modo significativo delle difficoltà di reperimento di operatori specializzato. L’estate scorsa l’azienda ospedaliera si era affidata a una società veneta per poter disporre delle “iniezioni” di specialisti necessarie per completare i turni. Ora entrerà in gioco la coop bolognese. L’Anaao, sindacato dei medici ospedalieri, ha presentato recentemente un piano nazionale sull’emergenza al ministro Speranza. A Cona sta valutando gli effetti delle ultime scelte dell’amministrazione. «Attendiamo notizie anche sul futuro coordinamento del ps di Cona, dove sono attesi cambiamenti», commenta il consigliere nazionale Pierluigi Api.
Gi.Ca.
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