Causa infinita sul sequestro Ora ricorso in Cassazione
Dopo il primo tempo della partita giudiziaria (il sequestro del gip di Curve Est e Nord), dopo la seconda frazione (conferma del sequestro del tribunale del Riesame), si va adesso ai tempi supplementari sul sequestro dello Stadio Paolo Mazza. Quattro dei 9 indagati (gli stessi che hanno attivato i primi ricorsi) hanno già depositato infatti le carte in Cassazione affinché i giudici della Suprema Corte rivedano le decisioni dei colleghi precedenti: decidano se dal punto di vista tecnico giuridico lo stadio Mazzadebba restare sotto sequestro (condizionato, ricordiamo, con dissequestro possibile solo dopo l’esecuzione dei lavori necessari per il ripristino della sicurezza) o no. A ricorrere sono l’indagato principale, l’impresa Tassi e quindi i tecnici coinvolti (Travagli e Colombi) che hanno progettato, seguito e poi collaudato i lavori allo Stadio, che secondo procura e i propri periti, nelle Curve Est e Nord non garantisce oggi la sicurezza necessaria per essere riaperto al pubblico.
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