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la tutela dell’ambiente 

«Chimica, innovare evitando le chiusure per salvare ambiente e polo di Ferrara»

Maurizio Barbieri
«Chimica, innovare evitando le chiusure per salvare ambiente e polo di Ferrara»

Da lunedì raccolta di firme al petrolchimico di Cgil, Cisl e Uil «Il Pnrr occasione unica per una riconversione intelligente»

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Da lunedì 11 ottobre l’ingresso principale del petrolchimico sarà occupato dai banchetti convocati per la raccolta delle firme, promossa da Cgil, Cisl e Uil, a favore della «riconversione intelligente degli impianti e delle produzioni chimiche». I sindacati chiedono l’avvio di «un processo di autentica transizione che garantisca, a salvaguardia del pianeta e delle future generazioni, un passaggio dalle produzioni derivate dal petrolio e dal gas naturale verso altre ambientalmente sostenibili, ottenute dal riciclo meccanico e chimico dei materiali plastici esausti, dall’impiego di rifiuti urbani e da biomasse».

L’appello va anche oltre aggiungendo che «la stessa parte impiantistica dovrà essere gradualmente sostituita da nuova tecnologia che ne riduca drasticamente l’impatto ambientale, nel rispetto degli impegni assunti dalla comunità europea verso la decarbonizzazione».

appello alla politica

La transizione dovrà «garantire la continuità nel passaggio dalle vecchie alle nuove tecnologie e produzioni, ma anche la tenuta sociale (salvaguardia dei posti di lavoro) ed economica dell’intero sistema e delle filiere collegate (circa l’80% delle produzioni chimiche sono destinate agli altri settori, dall’automotive al tessile)». Un percorso che si annuncia complicato e difficile e che richiede, da parte dei lavoratori, sottolineano i sindacati, una risposta «convinta e responsabile». Ogni intervento dovrà evitare la chiusura di «impianti e stabilimenti attualmente in attività senza prima avere costruito nuove strutture industriali e nuove produzioni a basso impatto ambientale. Prima di chiudere gli impianti in funzione si costruiscano quelli di nuova generazione».

Gli interlocutori sono il Ministero dello Sviluppo economico, la Regione Emilia Romagna, il sindaco di Ferrara e «la politica locale, affinché operino per evitare la chiusura dell’impianto cracking di Marghera nella primavera del 2022, come programmato da Eni, poiché questo, oltre a compromettere il futuro della chimica di base nel nostro Paese e renderci ancora più dipendenti dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime, metterebbe in ginocchio i quattro petrolchimici presenti nella pianura padana, integrati tra loro e collegati da un sistema di tubazioni sotterranee che trasferisce le produzioni tra i siti senza impatto ambientale».

In particolar modo a farne le spese sarebbe «lo stabilimento ferrarese – sottolineano preoccupati i tre sindacati – in quanto interamente dipendente dalle forniture di materie prime provenienti dall’impianto veneziano».

La risorsa principale è costituita dal Piano di ripresa e resilienza perché «oggi siamo di fronte ad un momento propizio e forse irripetibile per agire». E ben venga «l’impegno di due importanti multinazionali insediate nel nostro territorio, Lyondell Basell e Eni Versalis che hanno deciso di procedere, come altre gruppi del settore, nella ricerca di una tecnologia che possa riconvertire (con processo di elettrificazione) i propri impianti di cracking esistenti e di costruirne altri alimentati elettricamente (da energia rinnovabile). Questo comporterebbe un’importantissima svolta sotto il profilo ambientale». Trasformare il presente e non cancellarlo, la chiosa dei sindacati.

Calendario Firme

Da lunedì 11 a venerdì 15 Ottobre presso la Portineria Est (ingresso principale) dalle ore 11. 30 alle 14. 30. Mercoledì 13 Ottobre presso la Portineria Est dalle ore 16 alle 18. Lunedì 18 Ottobre 2021 presso la Portineria Nord dalle ore 11. 30 alle 14. 30.

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