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Acer, c’è fame di alloggi Ancora incertezze sul Pnrr

Giovanni Corrieri
Acer, c’è fame di alloggi Ancora incertezze sul Pnrr

Grande domanda di edilizia pubblica. Maggi: i fondi ci sono, mancano indicazioni Oltre 30 milioni investiti in riqualificazioni, ma va ripensata la mobilità urbana

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Nel bilancio di sostenibilità di Acer gli obiettivi dell’Agenda 2030 si considerano da tempo, con diversi progetti senza consumo di suolo. E andando verso la transizione ecologica Acer si è occupata di studentati e di social housing, puntando a diventare una vera e propria Agenzia urbana per l’abitare, in grado di gestire per Comuni e Regioni fasi complesse dell’abitare.

Per questa trasformazione «la riforma della legge regionale 24 potrebbe essere l’occasione», rifletteva il direttore di Acer Diego Carrara, ieri all’incontro “Culture e politiche dell’abitare nella prospettiva della transizione ecologica’’, organizzato proprio da Acer in occasione del centenario dalla nascita dell’ente.

I bisogni in Regione stimati doppi, di domande di edilizia pubblica rispetto agli alloggi già occupati, impongono del resto più risorse, e quelle del Pnrr saranno fondamentali, una volta capita, anche a livello locale, la direzione da seguire: «si fa tanto parlare di Pnrr ma a livello locale ancora poco sappiamo: ci sono tanti quattrini ma non abbiamo indicazioni su come potremo usufruire di questi fondi o dei tempi dei bandi. E l’Europa – considerava l’assessore con delega al Recovery Fund, Andrea Maggi – dice che la rendicontazione va fatta entro il 2026» . Comunque, proseguiva l’assessore, «abbiamo deciso di non farci trovare impreparati e abbiamo dossier pronti per candidare subito, non appena usciranno i bandi, il territorio sui fondi». Maggi ha anzi rivendicato una partenza anticipata per Ferrara, ricordando i 19 milioni di euro per il maxi progetto di riqualificazione energetica di 16 edifici in zona Krasnodar, l’altro progetto legato al Pinqua di 15 milioni di euro per la riqualificazione della Corte di Angelica, e quello da 2 milioni e 400mila euro per la riqualificazione degli spazi verdi sempre di Krasnodar.

Ricordati anche i 6 milioni per il recupero dell’ex scuola Pietro Lana e per quella di via Coronella. E si stanno affrontando nel Pums e nel Pug, diceva l’assessore, le criticità della città riscontrate ieri dall’urbanista di Unife, Romeo Farinella, che auspicava decisioni più coraggiose anche in fatto di mobilità: «si fanno piani ma spesso si gira intorno ai problemi: bisogna fare scelte sul modo in cui usiamo gli spazi pubblici. Via Garibaldi o via Mazzini? A Copenaghen sarebbero solo pedonali, non ci passerebbero neanche i monopattini. E Ferrara è la città delle bici – continuava l’urbanista – ma questi percorsi sono circuiti o sono dei pezzi? Prevale la frammentazione per me. Ferrara è patrimonio Unesco, anche per le Mura, ma tutto il settore sud delle Mura è un grande parcheggio, bisogna fare i parcheggi scambiatori». Farinella segnalava anche il «traffico di scorrimento dentro le mura, non si può riorganizzare?». Fra le problematiche per Tommaso Dal Bosco (presidente Audis e membro di Patrimonio e Investimenti Urbani I. Fel) anche la complessità della filiera tradizionale della spesa pubblica.

Giovanni Corrieri

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