Il legale chiede le analisi su una pistola, un fucile e anche un accendino
codigoro. Sono passati quasi otto mesi dalla morte dei cugini Riccardo e Dario Benazzi, trovati carbonizzati nelle campagne di Rero lo scorso 28 febbraio. Filippo e Manuel Mazzoni, che vivono nei pressi dell’impianto dove sono stati scoperti i corpi, sono indagati per omicidio e distruzione di cadavere. Le operazioni di studio delle prove raccolte sono iniziate ieri e si tornerà in aula il 15 dicembre ma se verrà richiesta una proroga per analizzare il tutto l’udienza sarà rinviata. Il giudice ha incaricato i periti Pasquale Linarello, biologo ed esperto di Dna, ex ufficiale del Ris e Oscar Ghizzoni, chimico forense, di eseguire tutti gli accertamenti di natura biologica, dattiloscopica e chimica.
Intanto il legale della famiglia di Dario Benazzi, Denis Lovis, ha fatto richiesta di incidente probatorio. Secondo il legale della famiglia è fondamentale l’analisi biologica e dattiloscopica sia sul fucile che sulla carabina trovate in casa dei Mazzoni per verificare l’eventuale presenza di tracce emetiche o organiche riconducibili alla vittime attraverso la comparazione del Dna. Non solo, all’interno della macchina carbonizzata è stato anche trovata parte di un accendino. L’avvocato ha chiesto anche per questo analisi approfondite anche perché attaccata allo stesso sarebbe stata trovata una traccia organica che potrebbe dare risposte. Naturalmente le prove richieste sono fondamentali per il dibattimento e andrebbero ad integrare quelle già in corso. Insomma, la verità sembra sempre vicina ma mancano ancora tasselli fondamentali per arrivare alla richiesta di rinvio a giudizio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google