Malattie professionali e vittime sul lavoro Escalation pandemica
Rispetto all’anno scorso i malati crescono del 58% e i decessi quadruplicano Alberti: centinaia di morti per amianto “dimenticati”
La ripresa delle attività post-pandemia ha avuto come corollario l’aumento d’infortuni sul lavoro e malattie professionali. Nei primi otto mesi dell’anno, in particolare, i decessi in provincia di Ferrara sono stati quattro a confronto dell’unico caso registrato nello stesso periodo dell’anno scorso, condizionato in gran parte dal lockdown. Colpisce anche l’incremento delle malattie professionali, +58,8%, e qui il Covid non può non aver avuto grande incidenza. «Non possiamo rassegnarci a pagare questo prezzo alla ripresa» è il leit motiv di una mattinata, quella di ieri, spesa dalle istituzioni a commemorare le vittime sul lavoro, nella giornata internazionale loro dedicata. In piazza Trento Trieste, davanti alla lapide che ricorda i martiri del lavoro ferraresi, si sono ritrovati tra gli altri i rappresentanti dell’Associazione mutilati e invalidi del lavoro, l’assessore Angela Travagli, il consigliere regionale Fabio Bergamini, il viceprefetto Pinuccia Niglio. Hanno depositato una corona e fatto il punto sulla situazione a vari livelli.
Va sottolineato che l’incremento delle malattie professionali, da 85 a 135, è lievemente superiore in provincia rispetto alla media regionale (+50,7%) e ancor più nazionale (+31,5%). In regione hanno numeri più alti le province maggiormente toccate dalla pandemia, da Rimini (+73,2%) a Piacenza (+69,1). Gli infortuni totali denunciati da gennaio ad agosto di quest’anno sono stati 2.771, in crescita del 18,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e in questo caso si tratta del secondo incremento in percentuale dopo quello di Bologna (+73,5%, la media regionale è dell’11,9%). Quanto agli infortuni mortali, che comprendono quelli stradali in itinere, si allineano a quelli di Forlì e Modena, ma la crescita del tasso di variazione è da record.
C’è uno specifico ambito sul quale ieri si è insistito, quello relativo all’amianto. «Nel Ferrarese muoiono di amianto, e nessuno ne parla, 480 persone l’anno, non solo di mesotelioma ma anche di absestosi e tumori al polmone - afferma Alberto Alberti, della commissione nazionale amianto Anmil - Ci ha colpito l’assoluzione dell’azienda per la quale ha lavorato per vent’anni Giampaolo Brugioni, attendiamo le motivazioni del tribunale ma siamo amareggiati».
Stefano Ciervo
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