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blitz del critico d’arte  

Uno Sgarbi in anticipo arriva e “benedice” la chiesa di S. Giacomo

Marcello Pulidori
Uno Sgarbi in anticipo arriva e “benedice” la chiesa di S. Giacomo

Ieri mattina in via Arginone assieme a Emanuele Filiberto  «Chi l’ha costruita ha saputo fondere l’antico e il moderno»

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Marcello Pulidori

La luce è sufficiente, e questa volta non serve la sua fortissima pila che gli permette di vedere attentamente i quadri anche nelle ombre delle chiese. Ma certo il Vittorio Sgarbi arrivato ieri mattina, in perfetto (e per lui insolito) anticipo, davanti alla nuova chiesa di San Giacomo Apostolo all’Arginone, non ha lesinato altre curiosità. Atteso dal parroco don Alessio Grossi e dal direttore dell’ufficio tecnico della diocesi don Stefano Zanella, il critico d’arte di Ro è sbucato dalla “Mercedes” nera alle 11,55, accompagnato da Emanuele Filiberto di Savoia che nel fine settimana è stato suo inseparabile compagno di viaggio. Sgarbi ha così voluto visitare in anteprima la nuova chiesa il cui stile «fonde nel modo migliore forme antiche e moderne», ha detto lo storico passeggiando negli spazi del tempio che, iniziato nel 2018, sarà inaugurato ufficialmente sabato alla presenza del vescovo Gian Carlo Perego. Una «chiesa delle croci, ma in una concezione totalmente innovativa nella quale il simbolo più grande della cristianità – ha spiegato ancora Sgarbi – è riproposto in legno nella gigantesca croce che sovrasta i fedeli, ed è riproposto nelle belle ed evocative ceramiche», disegnate dallo scultore Enzo Cucchi e realizzate da Goffredo Gaeta, appese alle pareti dell’edificio, che ripropongono immagini dell’Antico e del Nuovo Testamento. In corrispondenza dell’altare viene invece esaltata una grande croce bianca in pietra serena. «Sono soddisfatto, e soddisfatta è l’Amministrazione Comunale – ha affermato l’assessore alla cultura Marco Gulinelli, che assieme al collega ai lavori pubblici Andrea Maggi ha presenziato all’appuntamento di ieri mattina – e questo sarà un nuovo importante luogo di incontro per i fedeli di questa comunità e di questo popoloso quartiere dell’Arginone». Sgarbi (prima, durante e dopo la visita) ha posato per alcune foto ricordo e una viva curiosità ha destato, tra i pochi ammessi alla visita, la presenza di Emanuele Filiberto. Sgarbi e il membro di Casa Savoia hanno concluso la mattinata a Palazzo Schifanoia.

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