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Concessioni demaniali ferme e ufficio comunale sguarnito

Katia Romagnoli
Concessioni demaniali ferme e ufficio comunale sguarnito

Allarme fra i gestori degli stabilimenti balneari, mancano le proroghe al 2033 Callegarini: «Non abbiamo risposte». Ghedini: «Chiediamo un incontro unitario»

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COMACCHIO. Ufficio demanio senza personale e concessioni degli stabilimenti balneari in scadenza al 31 dicembre, ancora in attesa di estensione sino al 2033, a seguito della proroga alla direttiva comunitaria Bolkestein. Gli operatori dei Lidi lanciano l’allarme, dopo che il servizio Demanio, in poche settimane, ha perso il suo funzionario apicale, oltre a tre dipendenti, per concorsi e mobilità in altri enti.

RICHIESTA INEVASA

«Mercoledì scorso abbiamo mandato una pec unitaria di tutte le associazioni di categoria e delle cooperative dei sette Lidi – spiega Luca Callegarini, funzionario provinciale di Confesercenti, nonché presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari di Lido Volano –, per chiedere un incontro con l’amministrazione comunale, al fine d’individuare una task force che gestisca l’emergenza estensione concessioni entro il 31 dicembre prossimo. Ancora non abbiamo ottenuto risposta».

« Allo scadere dell’emergenza sanitaria – incalza Callegarini – scadranno tutte le proroghe burocratiche e i bagni che, non per loro negligenza, non hanno ottenuto ancora l’estensione della concessione demaniale sino al 2033, potrebbero rischiare la messa all’asta. Siamo molto preoccupati».

L’80% degli stabilimenti balneari della costa lagunare è ancora in attesa del rilascio dei titoli autorizzativi, 60 dei quali sarebbero già pronti, solo da notificare agli interessati, una decina con problemi risolvibili e una ulteriore decina, i casi più critici, i quali richiederebbero valutazioni importanti, da gestire singolarmente.

I CONTRIBUTI EUROPEI

Per Nicola Spinabelli, presidente della Cesb (Cooperativa esercenti balneari dei lidi Estensi e Spina), «è una situazione paradossale, perché noi ne abbiamo il diritto per legge di ottenere l’estensione delle nostre concessioni demaniali. Ci sono contributi europei consistenti – prosegue Spinabelli –, e noi rischiamo di perdere questa opportunità, perché l’ufficio demanio è sguarnito ed è tutto fermo. Come potremo pensare di fare investimenti per migliorare le strutture, se non potremo accedere a finanziamenti, in assenza del rinnovo delle concessioni? Non si può neppure chiedere l’autorizzazione a posizionare una fioriera, perché in ufficio non c’è nessuno a rispondere...».

Anche il funzionario tecnico, Luciano Giuffrida, in forza al Comune di Riccione, dopo aver prestato un breve periodo di servizio a Comacchio, è rientrato nell’ente di appartenenza, ma «in lui avevamo trovato una sponda – osserva Giuseppe Carli, presidente della Cooperativa degli stabilimenti balneari di Porto Garibaldi –; noi avevamo e abbiamo bisogno di una figura preparata e competente come lui. La problematica dell’ufficio demanio è di tipo organizzativo, perché manca il personale, ma le conseguenze della burocrazia per i tempi legati alle assunzioni, si ripercuotono, purtroppo, su noi utenti».

Reduce da un incontro recente con il nuovo dirigente ai lavori pubblici e demanio, Daniele Cavallini, Nicola Ghedini, presidente di Cna Balneari, annota come «non esiste un altro Comune rivierasco in Emilia Romagna, in Veneto o altrove che abbia un servizio Demanio senza figure al proprio interno. Ringrazio il dirigente Cavallini per la disponibilità, ma si è insediato da poco e non ha potuto far altro che riconoscere che la situazione è emergenziale. In forma unitaria – aggiunge Ghedini – chiediamo un incontro risolutivo, perché non è possibile che si chieda l’autorizzazione a creare un campo per ping pong e non ci sia nessuno ad occuparsene. Vogliamo risposte».

Katia Romagnoli

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