Ecco il congedo di Mattarelli «Così ho servito la città»
Dopo dieci anni di attività il consigliere comunale chiude l’esperienza e traccia un bilancio Tra ordini del giorno e battaglie
cento. Marco Mattarelli chiude la sua esperienza di consigliere comunale e traccia un bilancio del suo mandato: «Per dieci anni ho servito la città di Cento dai banchi del consiglio comunale cercando di vigilare sulle legislature dei due sindaci Lodi e Toselli. Ho proposto una decina di ordini del giorno, alcuni dei quali votati all’unanimità del consiglio: due su tutti, quelli della difesa delle nostre banche locali. Ma evidentemente ignorati dal potere finanziario dato che la nostra cassa è finita al Credem».
«E poi decine e decine di interrogazioni, comunicati, analisi dei bilanci del comune e delle sue partecipate - riprende Mattarelli -; esposti alle autorità giudiziarie in alcuni casi più scabrosi, conferenze stampa ed altre decine di interventi sul territorio. Solo per ricordarne uno: la presenza per cinque anni ogni primo lunedì del mese alla discarica di Molino Boschetti a Casumaro».
l’azione
«In questi dieci anni da uomo pubblico ho pure intensificato la mia azione di presidente della associazione dei piccoli azionisti CRCento spa, ormai anch’essa estinta come la cassa. Non è invece estinta l’azione penale che scaturirà da una delle denunce querele fatte in favore dei piccoli azionisti, insieme a decine di interventi pubblici, assemblee, articoli di analisi, denuncia, approfondimento».
Mattarelli prosegue nel suo personale bilancio: «Da almeno cinque anni mi sono occupato pure della ricostruzione post terremoto tramite il comitato verifica ricostruzione e tramite i suoi componenti ho concorso alla denuncia di centinaia di casi sospetti di mala ricostruzione. Il modello di democrazia liberale ispirato da Einaudi che ho cercato di suggerire in questi anni, fatto di etica, trasparenza, conoscenza, rigore morale non è stato capito o forse peggio: accettato».
moralità
«Ritengo la nostra nazione un paese moralmente fallito ed economicamente in concordato preventivo dal 1992 - chiude le riflessioni di commiato mattarelli -; la nostra città avrà bisogno di un redde rationem prima di tutto etico, perché dovrà sciogliere quel mostruoso groviglio di interessi e favori controricambiati in un equilibrio sempre più instabile ed ingestibile».
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