«Contro di me un film girato da Pezzolato»
Zamboni denunciò il collega di Jolanda per diffamazione e si oppone all’archiviazione. Giovedì in aula per il “caso Bonaccini”
RIVA DEL PO. Andrea Zamboni, sindaco di Riva del Po c’è, Paolo Pezzolato è assente. Davanti al gip Danilo Russo non c’è stato il confronto, atteso da quasi due anni, quando dopo telefonate tra i due, registrate e divulgate e quelle tra il presidente Stefano Bonaccini e lo stesso Pezzolato, si accese la campagna elettorale delle elezioni regionali del gennaio 2020.
Ieri tutti in tribunale (il caso Bonaccini verrà discusso giovedì prossimo), in primis Zamboni che assistito dall’avvocato Renzo Oppi si è opposto alla archiviazione decisa dalla procura alla denuncia di Zamboni per diffamazione contro Pezzolato.
Il giudice Russo ha deciso che essendo il caso Zamboni-Pezzolato, diretta conseguenza e legata al caso Bonaccini-Pezzolato, ha rinviato la sua decisione proprio all’udienza di giovedì prossimo quando Pezzolato, stavolta come parte offesa, dovrà presentarsi assieme al suo legale Gabriele Bordoni per sostenere a sua volta l’opposizione alla archiviazione decisa dalla procura per le accuse di abuso d’ufficio e concussione che erano state contestate al presidente Bonaccini.
In questa storia intricata, e avvelenata dalla Politica visto che queste telefonate registrate diventarono l’ultimo cavallo di battaglia del centro destra per le regionali, quei colloqui telefonici, registrati abusivamente da Pezzolato, prima con Bonaccini poi Zamboni, e poi divulgate, sono ora al centro dei due procedimenti penali in corso, quello di ieri e quello di giovedì prossimo, di fatto unificati dal giudice Russo.
Zamboni, interpellato ieri dopo l’udienza, ha le idee chiare e spiega ai suoi cittadini di Riva del Po perché è arrivato a questo: «Abbiamo deciso di opporci perché ritengo di essere stato diffamato e offeso». Come lui ha sempre detto: «Io sono un uomo che si offende ancora».
«Da parte di Pezzolato – spiega – è stato costruito un film che non ha nessuna corrispondenza con gli eventi che sono successi e non c’è stata nessuna interferenza sulle mie decisioni, solo quelle telefonate tranello che un sindaco leghista tende all’altro sindaco Pd, per screditare la sua azione e con lui quella del partito». Pezzolato, e soprattutto i leader di centrodestra che cavalcarono questo, sostenevano che Zamboni e il sindaco di Comacchio di allora (Marco Fabbri) avessero subito pressioni per ritirare tre dipendenti dal Comune di Jolanda: questo in seguito alla presunta (pendente l’archiviazione da discutere giovedì prossimo) ritorsione dei dipendenti, che sarebbe la prova del diktat di Bonaccini coinvolto nel caso per le telefonate a Pezzolato, in cui fece (a dire di Pezzolato, escluse dalla procura) pressioni su di lui per convincere la sua vicesindaca Elisa Trombin a ritirare la candidatura nel centrodestra per la Lega con l’avversaria di Bonaccini, Lucia Borgonzoni.
L’appuntamento per tutti è quello di giovedì prossimo.
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